BCG: Il Digital divide italiano non migliora

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Le aziende più innovative secondo il Boston Consulting Group 2013

Boston Consulting Group (BCG) pubblica l’edizione 2012 dell’e-Intensity Index sul Digital Divide. Italia indietro. Premiate Corea del Sud, Danimarca, Svezia, Islanda e Regno Unito

Nessun segno di progresso per l’Italia. L’edizione 2012 dell’e-Intensity Index del Boston Consulting Group (BCG) non registra segnali di miglioramento per l’Italia, ancora arretrata a causa del Digital divide. L’Italia arranca, e non colma il divario con le prime della classe: Corea del Sud, Danimarca, Svezia, Islanda e Regno Unito. In grande crescita, sono invece Brasile, Ciina, Russia (tre dei BRIC), e Repubbliche Baltiche (Lituania, Lettonia ed Estonia).

Il Report “Adapt and Adopt: Governments’ Role in Internet Policy” del BCG spinge i governi ad adottare politiche adatte a sfruttare i vantaggi di Internet, come già fanno i Paesi che svettano nella classifica del Boston Consulting Group.  Ma putroppo molti paesi OECD, compresi membri dell’eurozona (UE-15), arrancano in classifica. Anzi, il divario si amplifica: lo studio del Boston Consulting Group mostra che dal 2009 al 2012, negli anni più duri della crisi economica, è raddoppiato il Digital divide tra i paesi con i punteggi massimi e quelli ai minimi.

La valutazione media per l’indice nel 2012 si attesta a 52, in rialzo rispetto ai valori 44 (nel 2011) e 27 (nel 2009). L’Italia si posiziona a metà classifica, con una valutazione pari a 72. L’ e-Intensity Index si basa su tre paramentri: l’attivazione (in base alla qualità delle infrastrutture); la spesa (nel commercio e nell’advertising online); e l’engagement, l’impegno profuso da governi ed utenti consumer nell’abbracciare Internet. [Fonte: Reuters]

Il Fattore Internet vale il 4% del PIL in Italia
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Autore: ITespresso
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