Beauty contest, banda larga e rete fissa: i nodi vengono al pettine

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AgCom: cresce la banda larga, cala la rete fissa

L’AgCom afferma che in Italia la banda larga aumenta, la rete fissa si restringe. Beauty Contest: la verità dopo Pasqua. L’Italia ha solo 10 settimane di tempo per rispondere alla lettera amministrativa della Commissione europea sull’unbundling

Mentre l’Italia aspetta la sua Agenda Digitale (il Decreto Digitalia potrebbe arrivare entro l’estate), alcuni nodi vengono al pettine: in tema di Beauty contest, ma anche banda larga e rete fissa. Partiamo dal tema più spinoso (per la politica): il Beauty contest. L’asta delle frequenze a titolo gratuito, messa in stand-by dal governo lo scorso 20 gennaio, sarà discussa il prossimo 19 aprile, quando scadrà la sospensione.

Riporta Agorà Digitale che l’asta, onerosa e non più gratuita, sarà destinata solo alle Tv: “All’ultima Conferenza Itu di Ginevra, infatti, è stata confermata la destinazione televisiva delle frequenze oggetto di gara, sebbene esclusivamente fino al 2015 dopo di che le frequenze sarebbero ‘aperte’ anche alla banda larga mobile“. Mentre la britannica Ofcom spinge la Gran Bretagnaad utilizzare la banda tradizionalmente destinata alla TV per i servizi Internet, l’Italia priviligerebbe ancora una volta la Tv rispetto alla Rete.

Mentre l’americana FTC promuove l’uso dei White Spaces per il Super WiFi (l’era Mobile è affamata di wiFi), l’Italia sembra ancora una volta njon cogliere al balzo le opportunità del’economia digitale. La Internet economy vale 4.2 trilioni di dollari e fa crescere il PIL, ma l’Italia potrebbe ancora tirarsi indietro.

Intanto l’AgCom, l’Authority sulla graticola per la Delibera sul diritto d’autore online, afferma che la banda larga aumenta, mentre piange la rete fissa: “E’ proseguito nel 2011 il calo delle linee d’accesso a rete fissa (-400.000 unità), mentre gli italiani scoprono sempre di più la banda larga e il boom di tablets e smartphone fa da volano al traffico dati, che ha registrato un +50%“.

Dai dati dell’Osservatorio trimestrale sulle tlc dell’Agcom, emerge che la banda larga registra  nel 2011 un incremento di 400 mila unità: “A fine dicembre gli italiani connessi sono arrivati a 13,4 milioni”.

Crescono le Sim complessive su base annua, sia pure dopo una frenata rispetto al 2010 (1,7 milioni contro i 2,6 milioni del 2010). L’aumento deriva dalle Sim in abbonamento. In particolare, con riguardo alla larga banda mobile, le sim che hanno effettuato traffico dati in un anno sono cresciute del 13,6%, le “chiavette”, del 12,2%, mentre il traffico dati è aumentato di oltre il 50%.

Il numero degli Sms non conosce crisi in Italia: 89 miliardi i messaggini inviati nel 2011 con un aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente.

Le quote di Telecom Italia e di Wind crescono entrambe di +0,7%, a spese di Vodafone (-1,3%). Per quanto riguarda la rete fissa, Vodafone si consolida quale terzo operatore dietro a Telecom Italia e Wind. Il market share di Telecom nel corso dell’ultimo biennio è scesa sotto il 70%, con un calo del 4,6%. Piace infine sempre di più la portabilità del numero telefonico tra un gestore e l’altro, con circa 8,4 milioni di numeri portati nel corso del 2011.

Tutto bene, dunque, in tema broadban? Non proprio. La Commissione Ue ha inviato una nuova lettera, dopo quella dello scorso 16 marzo, per sollecitare nuovamente le autorita’ italiane a dare spiegazioni sull’emendamento al decreto semplificazioni in merito all’unbundling dei servizi accessori per gli operatori di telecomunicazioni. un portavoce dell’esecutivo di Bruxelles ha sottolineato che la lettera e’ stata inviata due giorni fa e “chiede chiarificazioni sul potenziale impatto della nuova versione dell’emendamento discusso al Senato italiano“.

L’Italia ha solo 10 settimane di tempo per rispondere alla lettera amministrativa, ma “la Commissione non ha ancora ricevuto risposta a quella del 16 marzo”, precisa il portavoce.

La Commissione ribadisce i timori sul fatto che “i poteri e la discrezionalita’ dell’Agcom all’interno del quadro normativo comunitario siano pienamente rispettati dal legislatore”. La nuova legge abilita gli operatori di utilizzare altri fornitori per la manutenzione e gli altri servizi accessori sulla rete di Telecom Italia, che finora poteva selezionare i fornitori trattando anche per conto degli altri operatori. L’associazione europea degli operatori dominanti, Etno, esprime dubbi sul rispetto delle norme europee per quanto riguarda i poteri di Agcom.

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Autore: ITespresso
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