Betti (CSI Piemonte): il modello DevOps accelera i processi di delivery

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CASE HISTORY – Marco Betti, Responsabile Area Supporto DevOps e Standard di Produzione e DevOps Lead Engineer presso CSI-Piemonte, spiega la strategia che punta sul modello DevOps. Modello di sviluppo e definizione dell’approccio

Agile, DevOps e bimodalità sono alcuni dei temi più attuali nell’evoluzione metodologica e organizzativa nell’Ict, Ne parliamo con Marco Betti, Responsabile Area Supporto DevOps e Standard di Produzione e DevOps Lead Engineer presso CSI-Piemonte.

Buongiorno Marco, grazie per il tempo che ci puoi dedicare. Ti chiederei di descrivere brevemente l’organizzazione in cui lavori, CSI Piemonte.

Il CSI Piemonte è un Consorzio pubblico al quale la pubblica amministrazione piemontese affida la gestione e la realizzazione dei propri servizi Ict. Svolgiamo tutte le attività tipiche di un’azienda Ict: gestione della domanda, sviluppo applicativo, esercizio, gestione infrastrutture, data center, erogazione dei servizi ed assistenza. I nostri principali clienti sono gli enti pubblici piemontesi, a partire dalla Regione Piemonte, il Comune di Torino e la Citta Metropolitana di Torino.

Il tuo ruolo testimonia che la tua organizzazione ha scelto di adottare modelli operativi DevOps  

Noi consideriamo la possibile applicazione di principi DevOps sia per gli applicativi di cui gestiamo anche lo sviluppo (circa il 50%), sia per gli applicativi che ci sono affidati in gestione; la consideriamo un’opportunità per rendere in generale più rapidi ed efficienti i relativi processi di delivery. La stiamo adottando in un numero crescente di casi.

Com’è è nata l’esigenza di adottare il DevOps?

Possiamo identificare due fattori che hanno sostenuto l’interesse verso il DevOps. Da un lato il tema di avvicinare due professionalità differenti (dev e ops ) che spesso si muovono per obiettivi diversi. Dall’altro la necessità di una maggiore agilità nella conduzione dei processi, che rispondono, per quanto ci riguarda, alle best practice ITIL, a presidio e garanzia dei livelli di servizio erogati ai nostri Clienti. Come spesso accade si parte dall’introduzione di nuove tecnologie e dalla conseguente ricerca di “patterns” per sfruttarle. In tal senso, nel 2014, CSI Piemonte si è dotata di una soluzione di private cloud, e con essa ha reso internamente disponibili uno spettro di ambienti e di tecnologie di automazione delle infrastrutture virtuali. Queste tecnologie hanno aperto grandi opportunità di accelerazione e semplificazione operativa, che potevano però essere colte appieno solo affiancando ai processi ITIL un approccio metodologico specifico. Valorizzando autonomia e collaborazione nei team ed un utilizzo complessivo dell’automazione delle operazioni manuali a scarso valore aggiunto, l’approccio DevOps consente di mantenere controllo sulle tecnologie, mitigando al contempo la complessità nel flusso di lavoro.

Marco Betti, Responsabile Area Supporto DevOps e Standard di Produzione e DevOps Lead Engineer CSI-Piemonte
Marco Betti, Responsabile Area Supporto DevOps e Standard di Produzione e DevOps Lead Engineer CSI-Piemonte

Come è stato introdotto l’approccio? 

Come detto, l’opportunità è nata dalle tecnologie. Tra il 2014 ed il 2015 abbiamo creato e rafforzato un’area di supporto all’automazione dei processi di sviluppo e di delivery, con l’obiettivo di aiutare i vari gruppi di progetto di sfruttare al meglio gli strumenti disponibili. Dal 2016 abbiamo iniziato il passo successivo, ponendo attenzione agli aspetti metodologici ed organizzativi, con l’obiettivo di creare le condizioni per migliorare ulteriormente l’operatività dei gruppi di lavoro. Non solo per aumentare in generale il livello di collaborazione e la qualità della comunicazione tra funzioni, ma anche intervenendo su fasi e attività specifiche: ad esempio stiamo studiando come implementare l’affiancamento anticipato delle figure Ops già nelle fasi iniziali di disegno della soluzione, a supporto della auspicata “qualità all’origine” o del “design to operate” dei servizi. Stiamo inoltre ricercando una maggiore sinergia nelle fasi di di service transition, grazie alle tecnologie di “configuration management” e di service operation (in particolare incident e problem), queste ultime anche grazie ad un’evoluzione del monitoraggio applicativo (sia sintetico che reale sulle performances).

Adesso a che punto siete? 

Ad oggi, il numero di nostri servizi che adotta l’approccio DevOps è limitato alle soluzioni gestite in ambiente cloud, ma nel 2017 abbiamo iniziato a lavorare sul processo di sviluppo software in generale, analizzandone il flusso di valore con l’obiettivo di individuare modalità di applicazione di automazione e DevOps trasversali ad aree applicative e tecnologiche. Semplificando, potrei dire che per le soluzioni in cloud l’utilizzo del DevOps è quasi indispensabile, per gli altri contesti si valuterà in modo sistematico il beneficio. In questa fase stiamo quindi focalizzando l’attenzione all’aspetto metodologico ed organizzativo.

A proposito di aspetti organizzativi, l’introduzione di Agile e DevOps è associata usualmente al concetto di governance Ict bimodale (o dual speed), nel senso che i processi di governance devono essere specializzati ed adattati, creando due modalità di governance distinte: i processi di governance tradizionali sono infatti troppo “lenti” rispetto alla velocità della filiera Agile/DevOps. CSI Piemonte si sta muovendo verso un modello di governance bimodale? 

Al momento direi di no. E spiego perché. In questo momento l’incidenza di progetti gestiti con piena modalità Agile è piuttosto ridotta. La maggioranza dei servizi segue un modello di sviluppo tradizionale, diciamo un “waterfall”, iterativo e incrementale ove possibile. Su di essi si applicano i principi DevOps soprattutto come opportunità di sfruttare l’automazione e rendere più rapido ed efficiente il flusso di lavoro. Mancando alcune delle caratteristiche tipiche dell’Agile (iterazione rapida, timeboxing, trasferimento di responsabilità al team su ambiti di sicurezza etc.), sono meno forti anche le specificità di governo richieste.

È vero che per una minoranza di nostri progetti, che usano in senso pieno modalità di sviluppo Agile, alcuni requisiti degli attuali processi di governance non sono pienamente soddisfatti. Ad esempio il tracciamento puntuale ed il controllo dello stato degli asset (Service Knowledge Management System, nel linguaggio ITIL), rappresenta al momento un punto aperto. In questo senso stiamo lavorando sugli adattamenti al processo di governance che consentano di gestire al meglio anche queste casistiche.

Ma in prospettiva un assetto bimodale dovrà essere considerato?

In CSI Piemonte si tengono sempre in considerazione le possibili evoluzioni organizzative e metodologiche, tuttavia, pur non escludendo in futuro uno sdoppiamento in ottica bimodale, personalmente credo che, per il tipo di missione svolta, abbia più senso immaginare un’organizzazione unica, un unico modello di governance, capace di supportare tutte le modalità operative. La gestione di due modelli distinti, seppure teoricamente possa essere concepita, comporterebbe, nel nostro caso, costi, vincoli e rischi eccessivi. Ciò che posso dire è che al momento stiamo lavorando per esporre API sugli strumenti software che usiamo a supporto della governance, per integrare ancora meglio gli strumenti ed automatizzare elementi del processo di governance stesso.

Sempre semplificando, potrei dire che l’idea non è quindi quella di adottare processi specifici per Agile e DevOps, ma piuttosto di far evolvere quelli attuali, in modo che possano funzionare alla velocità necessaria per non vincolare o rallentare la nostra prestazione operativa, qualunque sia il modello si scelga di adottare.

a cura di Mauro Biscotti, Senior Associate Consultant, The Innovation Group