Bias: automazione, crescita costante

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Oltre i 2.000 milioni di euro il mercato dell’automazione in Italia, che
stenta però ad uscire dai confini nazionali.

Una crescita progressiva e costante per il mercato dell’automazione e dell’elettronica industriale in Italia, che si è attestato a 2.640 milioni di euro. Se analizzata però, la cifra rileva che 2.065 milioni provengono dal mercato interno. Il settore ha quindi forti difficoltà ad esportare e ad affermarsi all’estero. Rispetto al 2002, su un andamento complessivo interno italiano dello 0.6% si assiste a un calo dell’1.3% nelle esportazioni indirette bilanciate però dall’esportazione diretta, salita a +0.8%. Per il 2004, secondo le previsioni delll’Osservatorio Industriale, Civile e di Laboratorio, a cura di Gisi (Associazione imprese italiane di strumentazione), l’obiettivo è portare il valore delle esportazioni dirette a 6.9%. Questi sono i dati resi noti nel corso della presentazione della prossima edizione del Bias, convegno mostra internazionale dell’automazione, strumentazione e microelettronica che si terrà alla Fiera di Milano dal 14 al 17 settembre prossimi. “?”Il settore dell’automazione – ha commentato Massimo Zanello, assessore all’industria, Pmi, cooperazione e turismo della regione Lombardia – rilancerà la crescita industriale della nostra regione e un passo obbligato per favorire questo sviluppo è sicuramente la strada dell’innovazione”. Anche quest’anno, il Bias sarà l’occasione per approfondire le tematiche relative a questo settore e affrontare le difficoltà che incontra. Per l’edizione 2004, la manifestazione si presenta con tutte la carte in regola per essere la fiera europea più importante del settore: 85mila metri quadri di superficie espositiva, 2.200 espositori e 60mila visitatori attesi. “?Il Bias ? ha spiegato il presidente Walter Rampini – nasce proprio dalla necessità di confrontarsi, di parlare e trovare insieme delle soluzioni per il mercato italiano. Non più singoli espositori attenti a presentare l’una o l’altra novità, ma pensieri, direzioni comuni da seguire per vincere la sfida italiana al mercato internazionale?”.

Autore: ITespresso
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