Big Mac: un supercomputer economico

LaptopMobility

Se il costo medio di un supercomputer si aggira intorno ai 100 milioni di dollari, docenti e studenti del Virginia Tech hanno costruito uno dei più potenti supercomputer del mondo al costo di soli 5 milioni di dollari

Il potentissimo sistema casalingo è stato realizzato accostando 1.100 nuovissimi tower G5 di Apple. È in grado di calcolare 17,6 trilioni di operazioni al secondo, con una capacità totale di storage di 176 terabyte. Ogni singola macchina G5 è dotata di un biprocessore da 2GHZ con 4GB di memoria, molto veloce quindi di per sé. La rete è stata realizzata con 2.900 cavi e funziona ad una velocità 100 volte superiore a quella di una media rete aziendale. Ma, il problema nel realizzare un qualsiasi supercomputer è la stabilità. Srinidhi Varadarajan, architetto a capo del progetto, ha dovuto compilare un programma speciale, chiamato Déjà Vu, per garantire che, se una singola macchina si fermasse in fase di calcolo, perdendo settimane o mesi, un altro computer sia in grado di riprenderne il lavoro. Il supercomputer, chiamato ufficiosamente Big mac, è stato costruito in soli tre mesi. Dall’inizio, si sono posti importanti problemi risolvibili solo con interventi allinterno e intorno alledificio. 1.100 macchine in funzione in uno spazio di 280 metri quadri elevano la temperatura a oltre 100 gradi Fahrenheit (38 gradi Celsius). La temperatura è talmente elevata che le normali unità di condizionamento avrebbero prodotto correnti daria di 95 km orari. Sono state quindi costruite speciali unità di condizionamento che convogliano acqua fredda nellimpianto. Sono due i refrigeratori, ognuno con una capacità di raffreddamento di 125 tonnellate, e pompano circa 2800 litri al minuto. L’acqua ha una temperatura di circa 45 gradi Fahrenheit. Il rifornimento di corrente elettrica è stato un altro enorme problema: il supercomputer ha bisogno della stessa quantità di energia elettrica di circa 3000 abitazioni che abbiano un consumo medio. All’inizio di settembre sono arrivati i primi G5 che i tecnici si sono affrettati a installare. Una rapida installazione si è resa necessaria per via della scadenza del progetto, fissata per ottobre dalla National Science Foundation. Il mancato rispetto della data di scadenza avrebbe comportato lesclusione immediata dai progetti della NSF, con la perdita della possibilità di accedere ai fondi disponibili per la ricerca scientifica, ovvero centinaia di milioni di dollari allanno. Secondo Varadarajan, un sistema di tali dimensioni trova la propria migliore applicazione in ciò che si definisce ricerca scientifica ad alta tecnologia, nelle simulazioni, modelli, sistemi computazioni ingegneristici, nanoelettronica. Il Virginia Tech ha probabilmente rivoluzionato il mondo del supercomputing, creando un modello di facile riproducibilità. Ha inoltre creato e reso disponibile per altri enti e organizzazioni una documentazione su tutte le fasi del processo.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore