Biometria alla Camera dei Deputati: una nuova ‘deriva tecnologica’

Autorità e normativeSorveglianza

L’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il ricorso alle impronte digitali per il voto elettronico alla Cameraritenendo superato il problema privacy

L’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha approvato all’ unanimita’ il ricorso alle impronte digitali per il voto elettronico alla Camera convinto del fatto che il sistema non violi la normativa sulla privacy.

Difatti si sostiene nel comunicato ufficiale che non sara’ costituito nessun archivio delle impronte, che rimarranno nella sola disposizione del deputato perche’ riportate soltanto nel tesserino personale di riconoscimento da inserire al banco al momento del voto.

La soluzione individuata – prosegue il comunicato – consiste nell’installazione su ciascun terminale di voto di un sistema per la sua abilitazione tramite il riconoscimento dell’identita’ del votante sulla base di una rilevazione biometrica dei punti caratteristici delle dita della mano (cd. ”minuzie”). In pratica il terminale verra’ abilitato al voto attraverso il confronto tra le minuzie contenute nella tessera e quelle del dito del deputato.

Il ricorso al sistema biometrico rientrerebbe nell’ambito delle misure per il rafforzamento della garanzia della personalita’ del voto.

Non risulta se sia stata richiesta una specifica autorizzazione all’Autorita’ Garante, ma sinceramente non si comprende la necessita’, cosi’ come prescrive l’art. 3 del codice per la protezione dei dati personali, di ricorrere ad un simile sistema di votazione sproporzionato tra l’altro rispetto alla finalita’ da raggiungere. Inoltre di fronte alla rapida ascesa delle metodologie biometriche il Garante ha sempre assunto un atteggiamento particolarmente rigido in quanto spesso le finalita’ di identificazione, sorveglianza, sicurezza non possono giustificare qualsiasi utilizzazione del corpo umano resa possibile dall’innovazione tecnologica.

Vanno garantiti sempre il rispetto della dignita’ della persona, il rispetto dell’identita’ personale, il rispetto dei principi di finalita’ e di proporzionalita’ ed infine la necessaria attenzione per gli effetti cosiddetti imprevisti o indesiderati e che, invece, spesso sono conseguenze determinate da analisi incomplete o troppo interessate delle tecnologie alle quali si intende ricorrere.

Ma cio’ che piu’ preoccupa e’ che il problema della protezione dell’identita’ dai suoi possibili “furti”, gia’ imponente nel settore del commercio elettronico, rischia di assumere aspetti preoccupanti con l’utilizzo della biometria. E la soluzione non sta certo nella semplice rinuncia alla creazione della banca dati, poiche’ ogni deputato sara’ in possesso di una tessera comprendente il proprio dato biometrico, che in considerazione della funzione pubblica svolta dal parlamentare assume una delicatezza enorme con tutte le gravi conseguenze che si potrebbero avere in caso di furto. Solo l’ esercizio delle funzioni istituzionali di un soggetto pubblico potrebbe giustificare il ricorso ai sistemi biometrici sempre qualora un risultato analogo non sia raggiungibile in altro modo meno invasivo.

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Autore: ITespresso
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