BIT al via, dal 13 al 15 febbraio focus sul turismo online

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I numeri del mercato dei viaggi online in Italia, alla viglia dell’apertura della borsa del turismo BIT. La Rete sempre più decisiva per la scelta della vacanza

Oggi solo il 30,1% delle attività ricettive (alberghi, b&b eccetera) dispone di una piattaforma per ordinare su Internet; appema il 46,7% fa e-commerce e vende in Rete; i pernottamenti venduti online si fermano a un misero 12,5%. L’Italia deve accelerare di più sull’economia digitale nel settore turistico. Dal 13 al 15 febbraio a Milano si svolge la BIT di Milano. Ecco lo scenario in cui apre l’edizione 2014 della Borsa del turismo italiano (BIT). In un ampio stand di 502 metri quadrati, 39 operatori turistici regionali presenteranno le loro proposte di vacanza, scommettendo sul “marchio Italia“, che primeggia (secondo il Country Brand Index 2013) in fatto di cibopatrimonio artistco e shopping. Nell’anno d’oro del turismo mondiale (1,087 miliardi di turisti, 52 milioni in più rispetto al 2012, il quadruplo rispetto al 1980 – UnWto- World Tourism barometer), l’Italia ha perso il 4.6% di turisti (4,3 miliardi di euro persi dal turismo straniero nel 2012 rispetto al 2006 – Wttc), mentre la Gran Bretagna, con metà siti Unesco rispetto al Belpaese, guadagnava il 6.5% e la Grecia correva dell’11%. L’Italia, che vanta ben 49 siti Unesco (a cui presto si aggiungerà il 50esimo, le Langhe) ricava dal turismo e dalle attrazioni culturali appena il 4.1% di PIL.

Secondo Eurostat, l’Italia è fanalino di coda in Europa perfino nel turismo, mentre l’Ungheria registra unincremento del 5%, la Solovacchia del 5,5%, la Bulgaria del 6,2%, la Gran Bretagna del 6,5%, la Lettonia del 7.3% e la Grecia un boom dell’11%.

Alcune Regioni come Emilia-Romagna e Lombardia hanno messo a punto la valorizzazione del Patrimonio Unesco presente con azioni in Italia, Germania, Inghilterra, Francia. Ogg l’idea di vacanza è cambiata:  domina il city break, con soggiorni brevi ma coinvolgenti; nosostante la crisi, nessuno rinuncia alle lune di miele e ai viaggi romantici; tengono le mete più gettonate insieme alla ricerca dei resort di lusso; spiccano i viaggi avventura.

Ma l’Italia deve soprattutto scommettere sul turismo online. Il fatturato e-commerce in UK arriva al 39%, in Islanda al 35%, in Irlanda al 33%, in Olanda al 29% e Lituana al 30%: l’Italia nello shopping online nel turismo si arresta al 17% contro la media europea del 24%.

Se l’Italia è solo 26esima fra i “Paesi a misura di turista”, mentre svetta al primo posto la Svizzera seguita da Germania ed Austria, bisogna fare di più. E la BIT può essere l’occasione della svolta. Alla BIT saranno presentate al pubblico e agli operatori le nuove mode di viaggio, i pacchetti turistici di tendenza e le idee di vacanza più innovative.

Ma non ci stanchiamo di ripetere che la cultura fa bene al PIL: se tutti i musei pubblici italiani guadagnano meno del Louvre, bisogna invertire la tendenza. Musei online, 3D, Realtà aumentata, Google Glass, wearable technology; digitalizzazione; versioni Mobile con app dedicate: in vista di Expo 2015, l’Italia può usare il digitale come leva per crescere, riconqistando le posizioni perdute nel turismo. Per 3617 musei, 1018 munementi, 129 siti archeologici (senza contare quelli subacquei) e 46.025 beni architettonici (5668 beni archeologici) e 47 siti Patrimonio del’Unesco, l’economia digitale può fare da volano.

La BIT di Milano scommette sul turismo online
La BIT di Milano scommette sul turismo online
Autore: ITespresso
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