Black-out di Psn e terremoto, l’effetto sui conti di Sony

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Kazuo Hiray, Ceo di Sony

Nel 2000 il valore di mercato di Sony era sette volte più di Apple. Oggi è un undicesimo. Le strategie per ripartire al vaglio del colosso nipponico

Sony fa il bilancio con il terremoto-tsunami, che ha bloccato le fabbriche e razionato l’energia (per via delle fughe nucleari a Fukushima); e sta facendo i conti anche con l’impatto dell’attacco hacker a Playstation Network, Qriocity e SOE, e conseguente black-out dei servizi online. Due fatti, tanto diversi per loro natura, stanno “terremotando” i conti del colosso nipponico che potrebbe stimare l’effetto di questi eventi in 171 milioni di dollari, solo per l’accesso non autorizzato alla rete; e in una probabile perdita complessiva di 3.2 miliardi di dollari. Il titolo di Sony ha perso il 24% quest’anno.

In queste ore il Ceo Howard Stringer è sotto esame: viene visto come il vincitore nella battaglia del Blu-ray (contro il formato di Toshiba) nella sfida per l’alta definizione e come uno dei pesi massimi nella sfida 3D, Stringer (definito su Reuters da Robert Glaser di RealNetworks come colui che ha portato il capitalismo in Sony dopo 50 di “soviet”) viene però bocciato per non aver capito l’importanza di tablet e iPad. Anzi Reuters racconta la storia di Satoru Maeda, che avrebbe inventato il portatile Airboard nel 2000, una sorta di tablet, dieci anni in anticipo su iPad, ma venne messo da parte da Stringer. Anche Location Free TV nel 2008 non venne capito, ma avrebbe potuto rinnovare Sony. I tablet Honeycomb di Sony devono ancira arrivare sul mercato.

In queste ore i giapponesi si chiedono se Sony sia diventata troppo burocratica e divisa da cospirazioni interne, per essere innovativa. Grazie al successo nei Walkman, Sony divenne modello per Apple fin da subito nell’elettronica di consumo. Oggi iPod, iPhone e iPad hanno costretto Sony e le sue joint venture a ridefinire le priorità. Persone come il co-fondatore Akio Morita e Norio Ohga (che convinse Sony a scegliere i Cd dando l’addio ai vinili) vengono guardate con un certo rimpianto dai giapponesi. Anche l’acquisizione di Columbia Pictures per 3.9 miliardi di dollari dalla Coca Cola, ha rappresentato una grande distrazione per Sony. Ma il vero campanello d’allarme sarebbe dovuto essere l’iPod di Apple, ma Sony non capì il passaggio dal supporto fisico alla “musica liquida” del formato Mp3.

Nel 2000 il valore di mercato di Sony era sette volte più di Apple. Oggi è un undicesimo, e il suo valore non è cambiato troppo dal debutto della videocamera digitale anni fa. Mentre Apple e Google vanno alla velocità della luce, la “lentezza” di Sony è il segno che il colosso giapponese deve cambviare marcia. CCS Insight punta anche il dito contro la frammentazione nella struttura che impedisce a Sony di distribuire servizi e contenuti ai molteplici device. Dopo il riallineamento di Sony a marzo, bisogna “integrare l’intera gamma degli asset di Sony“. Quello che oggi serve a sony è un ambiente creativo di libero e open-minded, per uscire dalle attuali difficoltà.

Mentre Steve Jobs lanciava l’iPod nel 2001, dapprima costruiva un team, ristrutturava la supply-chain e si alleava con le aziende value-chain: oggi Sony dovrebbe seguire una ricetta simile per rialzarsi velocemente.Un’altra opzione per Sony consiste nello stringere una cooperazione più stretta con Google, dopo Xperia Play di Sony Ericsson, il Playstation phone con Android. Stringer è stato l’uomo del taglio dei costi, ma non il Ceo della ripartenza. Ora a Sony, dopo aver rimesso a posto i conti, serve un renaissanc-Ceo per ripartire con il piede giusto.

Tablet Sony S1 e S2
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Autore: ITespresso
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