Blackberry converge sulla comunicazione unificata, ma in tutta sicurezza

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Patkovic (Rim): voce, messaggistica e applicazioni fanno parte della sicurezza della piattaforma Blackberry

Il tema della sicurezza delle comunicazioni mobili – email, messaggistica e applicazioni – sta uscendo dagli ambiti governativi e delle organizzazioni sovrannazionali per approdare sul mercato più ampio delle soluzioni enterprise. Con un lungo elenco di certificazioni governative e Nato e un milione di utenze governative e pubbliche su una base installata di 19 milioni di utenze, Rim e la sua piattaforma di comunicazione Blackberry sembrano avere qualcosa di importante da dire anche alle aziende, tenuto conto che la piattaforma Bes (Blackberry Enterprise Server) utilizza lo standard Aes per codificare i dati in transito tra server e terminali.

Ma sul sistema Blackberry transita, come per definizione in tutti i cellulari, anche la voce che può essere gestita anche dai comuni Pbx aziendali. Per la sicurezza della comunicazione a voce Research in Motion ha messo a punto una soluzione, Mobile Voice System, che è in fase di test avanzato presso le clientela del nord America e sarà disponibile anche in Europa a breve nel prossimo anno. Mobile Voice System opera nell’area della convergenza tra i telefoni da ufficio e gli smartphone di Rim permettendo agli utenti di accedere alle funzionalità standard della voce aziendale anche in mobilità.

Con Mvs gli utenti possono accedere alle medesime opzioni del telefono che sta sulla loro scrivania, mentre sono contemporaneamente autenticati in modo sicuro al Pbx della loro organizzazione. Gli amministratori IT possono instaurare policy sulla voce in entrata e in uscita sugli smartphone. Le novità sulle gestione della voce alla quale si aggiunge anche quella della ‘presenza’ sono state fornite a margine di un intervento di Sinisha Patkovic, massimo esperto di Rim per il mercato europeo per la sicurezza, incentrato sugli aggiornamenti quanto alla sicurezza dell’architettura Blackberry per le utenze aziendali.

A Patkovic piace definire la sicurezza in generale come “ un abilitatore del business aziendale”, ma in una situazione di mobilità bisogna tener conto della diversa modalità di lavoro dell’utente:“Nel mondo mobile i problemi sono la perdita o il furto del dispositivo o della sua memoria, l’installazione da parte del singolo utente di software applicativo non voluto, o il cambiamento delle configurazioni dell’endpoint da parte dell’utente, e naturalmente il malware”.

Questi problemi , comuni anche su un laptop, sono aggravati dalla gestione dell’energia erogata dalle batterie.“Ad esempio gli aggiornamenti degli antivirus consumano molta energia, e il problema della protezione da malware va dunque affrontato in fase di progetto. La sicurezza ha diversi ingredienti che, come nella cottura di un dolce, non possono essere utilizzati quando si vuole o si può, ma devono essere predisposti fin da subito”. Naturalmente questo è avvenuto , secondo Patkovic, nella progettazione della piattaforma Blackberry: non solo encryption e public key nel firmware che non possono essere rimosse, ma anche comunicazioni in Vpn totale , apertura verso l’autenticazione forte a due fattori e ben 400 policy di sicurezza disponibili embedded nell’architettura del sistema.

Autore: ITespresso
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