Blackberry KEYone, non tutti gli Android sono uguali

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IN PROVA – Blackberry KEYone porta in dote la rinomata tastiera con Android Nougat 7.1 e interessanti soluzioni per la sicurezza dei device in azienda. KEYone è uno smartphone per un pubblico selezionato e attento ai dettagli. Pro e contro

Tutto si può dire tranne che si tratti di un’operazione nostalgia. Il Blackberry KEYone, con il rinomato logo della mora, prodotto da TCL Communication, sembra avere ancora tantissimo da dire, soprattutto nel mercato degli smartphone aziendali.

KEYone è stato presentato per la prima volta a MWC 2017, certo non porta più in dote il sistema operativo di Rim che ha fatto la fortuna di modelli campioni di vendita come il mitico Blackberry Bold, ma ha saputo raccogliere il meglio di alcune specifiche di quella proposta, l’esperienza Di TCL – maturata anche con la nostra Alcatel – e ora è disponibile anche in Italia, distribuito da Ingram Micro e prossimamente anche presso gli operatori telefonici. Intanto è riuscito già a fare il tutto esaurito negli Usa. E allora entriamo nei dettagli della prova.

Blackberry KEYone con Android Nougat 7.1
Blackberry KEYone con Android Nougat 7.1

Blackberry KEYone, la tastiera è fisica

Dicevamo… La distinzione più importante di questo smartphone rispetto a tutta la proposta Android sul mercato è la disponibilità della famosa tastiera Blackberry, ulteriormente migliorata, su un dispositivo con l’OS di Google. Vengono così sconvolti non pochi paradigmi. Il primo è quello per cui la tastiera fisica possa essere considerata datata, il secondo – forse più importante – è che non sia più possibile inventarsi nulla di diverso nel disegnare uno smartphone.

Blackberry KEYone - B come Browser
Blackberry KEYone – B come Browser. I tasti possono essere personalizzati per l’avvio rapido di singole app.

Blackberry KEYone, intendiamoci, è per costituzione destinato a rimanere una proposta di nicchia, ma di nicchia di valore si tratta, almeno per alcuni target. Proposto a un pubblico di giovanissimi, abbiamo ricevuto solo sportellate in faccia. Non così con chi ha maturato già un’esperienza Blackberry, o con lo smartphone – soprattutto – ci lavora, e a noi è piaciuto decisamente. Vedremo poi lato software come l’originalità della proposta acquisti ulteriori buone considerazioni di merito.

Un guscio con i profili in alluminio, il dorso rivestito di gomma dura, con intarsi e un ottimo grip fanno di questo smartphone un “peso medio” da 180 grammi, con le dimensioni di 14,9×7,2×0,9 cm. SI tratta di uno smartphone ben percepibile in tasca, con un suo stile, ed evidenti originalità. Per esempio l’oblò della fotocamera posteriore, per esempio le curvature decisamente arrotondate in alto e smussate invece nella zona della basetta, per esempio il lettore delle impronte digitali per l’autenticazione biometrica posizionato nella barra spaziatrice della tastiera retroilluminato  In evidenza poi gli speaker stereo (ancora pochi smartphone ce li hanno).

Blackberry KEYone - Finitura dura ma gommata
Blackberry KEYone – Finitura dura ma gommata

Certo la vista frontale toglie ogni dubbio. Lo smartphone riesce ad essere più piccolo, ma anche più spesso di un iPhone 7 plus, il display ha dimensioni certo inferiori, da 4,5 pollici con risoluzione 1620×1080 in un rapporto per nulla forzato, protetto da Corning Gorilla Glass 4. Tutto trova equilibrio di linee, però, proprio per la tastiera su quattro righe in basso. Altro che feedback “aptico”, in questo caso la pressione sui tasti si sente tutta, anche già di più che con il vecchio Bold, poi sopra si torna alla familiarità Android con i tre tasti sistema classici e ovviamente si potrà anche evocare la tastiera digitale tipica di tutti gli smartphone, certo sacrificando parte del display non immenso. Chi ve lo fa fare di acquistare KEYone per utilizzarlo però così?

E’ disponibile sui profili un unico cassetto per nanoSIM ed espansione di memoria con supporto di microSD fino a 2 TB!, tasto volume, e appena sotto un Tasto Comodità, programmabile per accedere all’app preferita o eseguire una scorciatoia da qualsiasi app del dispositivo. Sul profilo sinistro c’è solo il tasto di accensione. L’interfaccia di ricarica che consente anche la gestione della ricarica rapida è di tipo Type-C. Davvero ben fatto. 

Blackberry KEYone, le specifiche

Arriviamo quindi alle specifiche che contano. Il sistema operativo di riferimento è Android 7.1 Nougat che si utilizzerà sul display IPS di qualità ad altissima densità di pixel (434ppi), anche per le dimensioni del pannello e la risoluzione. Il cuore pulsante è Qualcomm Snapdragon 625 a 2.0 GHz. TCL ha preferito equilibrare prestazioni a durata della batteria. E ha trovato – vedremo – un ottimo equilibrio. Il SoC octa-core, con la sua Gpu Adreno 506 (tutto sommato modesta) non drena risorse inutili per uno smartphone che – possiamo dirlo senza tema di smentita – è espressamente pensato per chi lavora “office/duro”, soprattutto, anche considerate le soluzioni di sicurezza e le app dedicate. Le app sfrutteranno 3 Gbyte di RAM.

Blackberry KEYone - Interfaccia USB 3.1 Type-C
Blackberry KEYone – Interfaccia USB 3.1 Type-C

Sono disponibili 32 Gbyte di memoria interna. Non tantissimi, ma l’espansione con schedine fino a 2 TB onestamente non conosce confini. Torna la radio FM anche senza connettività di rete su uno smartphone di fascia molto alta. Bene. Per quanto riguarda l’apparato per le comunicazioni, ovviamente si tratta di smartphone 4G/LTE (in area EMEA su 11 bande, in area USA su 15 bande), con WiFi a/b/g/n, Bluetooth 4.2, supporto NFC e ricezione segnale GPS (anche Glonass e BeiDou2). La batteria ha la capacità di 3505mAh e supporta la tecnologia Qualcomm Quick Charge. Arriviamo al comparto fotografico con fotocamera anteriore con sensore da 8 MP, a fuoco fisso, e quella posteriore con sensore da 12 MP, autofocus, stabilizzatore digitale, apertura f 2.0. Di serie i sensori accelerometro, sensore di luce, Hall Effect, giroscopio, sensore di prossimità. E’ disponibile anche il magnetometro (bussola).

Blackberry KEYone, l’esperienza

Primo passaggio: sperimentare le potenzialità della tastiera. Sono tantissime. Basta selezionare il Drawer/Scorciatoie della tastiera e si apre un mondo, per cui ad ogni tasto si potrà assegnare una funzione. Ci troviamo impostato che premendo la A accediamo ai contatti, con la B si apre Chrome e così via. Soluzione comodissima. C’è chi è cresciuto a scorciatoie da tastiera, e si troverà bene. La tastiera inoltre può funzionare come un trackpad per scorrere da sinistra a destra una pagina o le email dall’alto in basso senza mettere le dita sul touchscreen.

Confermate le qualità delle funzioni predittive. Ecco, allo stesso tempo pensiamo che la tastiera fisica Qwerty (ma universale quindi senza vocali accentate in vista) debba però proprio piacere, altrimenti non ci siamo. Restiamo dell’idea che il sistema di scrittura più rapido sia la modalità di trascinamento delle dita sulle lettere, tipico della tastiera touch Android (ancora assente se non con software di terze parti su iOS). Promuoviamo invece a pieni voti il sensore biometrico, veloce da addestrare e preciso nel riconoscimento. E quindi scorriamo le app per arrivare al cuore della proposta. 

DTek by Blackberry
DTek by Blackberry

I punti di forza che già conoscevamo del software Blackberry sono stati valorizzati: per esempio con l’Hub in grado di intercettare i nostri flussi di comunicazione su più canali (posta, WhatsApp, Email, telefonate, sms) e radunarli in uno streaming unico per ciascuno contatto (mai più la domanda: “ma dove mi avevi mandato quell’info? Su WhatsApp o via Email?”), poi per la sicurezza è disponibile DTEK by Blackberry che propone scorciatoie previste da Android (per esempio per capire quali app godano di quali autorizzazioni), e prendere coscienza dello stato di protezione del proprio smartphone.DTEK ovviamente fa molto di più, monitora e allerta se qualcuno accede a nostra insaputa a funzioni come la fotocamera, i microfoni, oppure ha avuto accesso ai contatti, e infine controlla che il nostro comportamento con il device sia almeno elementarmente corretto, assicurandosi della presenza di un PIN, oppure esaminando le richieste di installazioni delle applicazioni.  

BB Privacy Shade
BB Privacy Shade

Abbiamo trovato preinstallato Password Keeper per Blackberry per la memorizzazione delle password, propedeutico a una loro più sana gestione, e il sistema Privacy Shade per non rendere leggibile il display a un vicino. Blackberry rende disponibili tramite una linguetta alcune app con Blackberry Productivity Tab, o Scheda Produttività, ma questa è un’app che nella nostra esperienza ha dimostrato di dover maturare ancora, soggetta non proprio a blocchi ma in pratica a malfunzionamenti tali da renderla poco pratica.

Invece molto bene Blackberry fa a dichiarare la volontà di supportare KEYone con tutti gli aggiornamenti Android di sicurezza in modo tempestivo, non con la solita cadenza anche di settimane di ritardo di qualche vendor, tuttavia a questo proposito vorremmo osservare che un device come KEYone meriterebbe almeno l’estensione su 3/4 anni, considerato l’investimento delle even quali aziende che volessero adottarlo nella propria flotta e la necessaria affidabilità da garantire loro sul ciclo di vita del device da parte di TCL. Blackberry KEYone consente la crittografia completa anche senza la necessità di ricorrere a un sistema EMM. 

Blackberry KEYone - Dettaglio scocca
Blackberry KEYone – Dettaglio scocca

Arriviamo al comparto multimediale. Buono, non eccellente. KEYone, lo ripetiamo nasce comunque e prima di tutto per un’esperienza professionale, non si può chiedere molto alla Cpu, meno ancora alla Gpu. L’esperienza con la fotocamera è certamente buona, possiamo tranquillamente equipararla – considerato almeno il sensore che è il medesimo – a quella di Google Pixel. KEYone può riprendere anche video in 4K, ma perdendo parte delle qualità di stabilizzazione, invece si comporta bene anche nelle scene poco luminose. Sobrio il software, ma c’è tutto quello che serve, le impostazioni per la fotografia manuale si attivano solo da un sottomenu Impostazioni/Opzioni. Nulla di che. Non parliamo certo di una fotocamera di servizio, ma nemmeno siamo di fronte a uno smartphone che consentirà chissà quali elaborazioni e opzioni specifiche. Sobrio. 

Invece l’audio ci ha ben impressionato, la diffusione stereo e forse lo spessore dello smartphone consentono ai bassi di “ricomparire”. Al massimo volume non abbiamo percepito fastidio ad ascoltare la nostra musica. Un buon segnale. 

Per quanto riguarda l’autonomia: non è un merito legato più di tanto all’ottimizzazione Blackberry l’autonomia della batteria che consentirà assolutamente con certezza di concludere una normale giornata di lavoro, quanto ai parametri oggettivi. La cpu sobria, la grafica in linea, lo spessore che consente l’adozione di una batteria da 3505 mAh lavorano di concerto, in modo positivo. Poi USB 3.1 Type-C e Quick Charge aiutano a lasciarlo apprezzare. Promuoviamo il comparto, anche per le granulari possibilità di risparmio energetico possibili, da impostare. Affidatevi a queste soluzioni che effettivamente funzionano a scapito di qualche piccola rinuncio: comunque a nostro avviso sono le specifiche tecniche che consentono questo risultato. 

Blackberry KEYone, il nostro giudizio

Blackberry KEYone non è di sicuro uno smartphone per tutti. Permetterà a chi non ha mai dimenticato l’utilizzo di uno smartphone con tastiera un riallineamento al presente/futuro, su Android aggiornato all’ultima versione; agli amministratori in azienda consentirà subito fuori dalla scatola, con il software in dotazione,  di dormire sonni un po’ più tranquilli. E’ chiaro che va scelto pensando di non poter fare a meno della tastiera altrimenti sono nel complesso soldi sprecati e le alternative non mancherebbero.

Noi abbiamo convissuto contenti nell’era RIM con il Bold, con piena soddisfazione, altri tempi e oggi non nascondiamo di stare bene dove siamo con la tastiera touch sul display. Nei nostri “sondaggi” (nulla di scientifico) KEYone non è per nulla piaciuto alla generazione post 1999, senza se e senza ma. Agli over 30 però sì e tanto. Anche a noi è piaciuto molto, ma non torneremmo alla tastiera fisica, anche se questa che rivive, con le scorciatoie, è una tentazione mica male, ed è stata ben implementata in ogni aspetto. Le scelte software sono intelligenti e ponderate.

E’ un peccato però che alcune potenzialità dello smartphone restino inespresse, per una reattività che non ci ha fatto impazzire, soprattutto con lo smartphone carico di dati e in elaborazione. Considerata la scelta di ingombri non minimi, perché non puntare allora anche sulle prestazioni con una cpu che lo avesse potuto rendere un vero top di gamma pure da questo punto di vista? Una risposta potrebbe essere proprio che l’utente tipo di questo smartphone non ne avrebbe avuto bisogno, e ci sta, ma così facendo si è un po’ rinunciato a tentare di andare oltre.

Blackberry KEYone è a nostro avviso da promuovere senza riserve in ambito business, di sicuro intercettando la domanda di chi su questo form factor non aveva più un punto di riferimento, le sue qualità valgono pienamente un prezzo intorno ai 400 massimo 500 euro. Sappiamo che al momento costa leggermente di più. La buona notizia è che allora non è vero per nulla che gli smartphone Android devono essere quasi tutti uguali… Una buona speranza, considerato che siamo rimasti con la possibilità di scegliere solo tra due OS…

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