Blackout WhatsApp, giù il servizio e tutti nel panico

Sicurezza
Whatsapp adotta la crittografia end-to-end

Dynatrace prova a spiegare cosa è accaduto a WhatsApp in blackout mercoledì sera. Il servizio di messaggistica via Internet ha mandato in crisi centinaia di utenti eppure sarebbe bastato ricordare che “un SMS… salva la vita”

E’ accaduto mercoledì sera, intorno alle 22, poi però i disservizi di WhatsApp sono continuati anche nel giorno successivo, a macchia di leopardo spaziale e temporale, e non solo in Italia. Tutti in un attimo si sono dimenticati che per un servizio di messaggistica che non funziona, come minimo, si sarebbe potuto comunicare con i cari, vecchi, affidabili SMS, che anche per gli operatori non valgono più nulla, ma che continuano a essere offerti in quantità, come se importasse di loro ancora tantissimo.

Ancora questa mattina (venerdì 5) sui mezzi pubblici il down di WhatsApp tiene banco, anche perché – si sa – dopo aver minato la fiducia, poi si tende ad attribuire qualsiasi malfunzionamento alla “catastrofe” appena scampata e così basta una copertura scarsa per fare subito esclamare: “Non è che WhatsApp è giù ancora?”

Su Whatsapp sono disponibili le videochiamate
Nel tempo WhatsApp ha aggiunto una serie di servizi, gli aggiornamenti dell’app anche lato server sono molto più frequenti di quello che può percepire l’utenza. Uno di essi ha mandato il tilt il sistema, tuttavia WhatsApp non ha ancora rilasciato una spiegazione ufficiale

Nel frattempo il servizio è tornato a funzionare, ma nell’era della trasparenza l’azienda si è guardata bene dallo spiegare per filo e per segno cosa fosse successo (e chissà cosa avrebbe fatto con il GDPR del tutto in vigore). Noi tentiamo una spiegazione sulla scorta del commento di Dynatrace sul caso, e le parole di Dave AndersonDigital Experience Expert dell’azienda.

Spiega Anderson. Il lavoro di WhatsApp è uno dei più difficili al mondo, l’app è utilizzata da una persona su sette del pianeta ci si aspetta un servizio 24x7x365 perfetto e proprio per questo non si perdona un blackout nemmeno di un paio di ore, proprio perché l’utilizzo è completamente pervasivo. 

Amazon rilascia nuovi aggiornamenti software ogni 11 secondi e possiamo presumere che WhatsApp viaggi su ritmi simili, certo non tutti sono immediatamente visibili agli utilizzatori, possono riguardare anche solo l’app lato server. In ogni caso si tratta di cicli molto rapidi per correggere bug, ottimizzare l’app e accertarsi che la sicurezza sia ottimale. Quando un aggiornamento critico ‘rompe’ la catena, l’effetto domino può essere inevitabile, e se i media riprendono la notizia, l’effetto si propaga ulteriormento.

Anche chi non stava utilizzando il servizio si è messo a provarlo, e chi lo stava usando, invece di lasciare trascorrere un poco di tempo si è accanito, e sempre in questi casi l’aumento di richieste sul servizio non è benefico. Quello che conta però e che forse non ha funzionato sono stati i tempi di reazione del team di sviluppo. L’abbandono di qualsiasi modifica e il ripristino a uno stato ‘ante’ sarebbe dovuto essere istantnaeo e non è andata così. Da qui l’impatto negativo sulla user experience di milioni di utenti.

WhatsApp può fare tesoro della lezione, e magari essere più trasparente nella sua comunicazione. Se si fosse trattato di un problema di sicurezza, quale sarebbe stato il comportamento dell’azienda? Non lo sappiamo, ma anche questo sarà regolamentato dall’entrata in vigore del GDPR con tutti i suoi effetti.

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