Blockbuster venduto all’asta a Dish Network

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L’acquisizione di Blockbuster da parte di Dish Network è valutata 320 milioni di dollari

Dish Network ha acquistato all’asta Blockbuster, per 320 milioni di dollari. Blockbuster era finito in bancarotta, ma il business del noleggio film nell’era di Netflix fa ancora gola. L’acquisizione dovrà ottenere l’approvazione del giudice fallimentare Usa, Burton Lifland. Per la più grande catena di video-noleggio, finita nel tunnel della crisi, Dish ha detto che pagherà circa 228 milioni di dollari in contanti.

Nato nel Texas 25 anni fa, con 6500 punti vendita nel mondo, nel settembre 2010 Blockbuster avviava la bancarotta. Più che per la pirateria, Blockbuster è fallita per la sua incapacità di innovarsi e di capire che era necessario trovare un nuovo business model nell’era di Internet, mentre guadagnavano terreno Apple iTunes, Netflix e YouTube. Blockbuster è fallita per “negligenze manageriali”: non ha seguito l’evoluzione che l’avrebbe voluta come piattaforma di film on-demand, ma è rimasta ancorata a un anacronistico video noleggio. Mentre Blockbuster falliva, Netflix cresceva noleggiando i film per e-mail. Blockbuster è entrato in Chaper 11 Chapter 11 quando contava assets per 1.02 miliardi dollari contro un debito di 1.47 miliardi di dollari.

Nei mesi scorsi, in extremis, Blockbuster, dopo accordi con il produttore di tv Vizio e il produttore di videoregistratori digitali TiVo, aveva tentato il rilancio con Samsung: Blockbuster OnDemand doveva essere parte integrante delle tv Hd Samsung, degli Home Theater Systems e dei lettori Blu-ray della società sudcoreana. Ma neanche Samsung ha salvato il destino, già segnato, di Blockbuster: l’accordo è arrivato troppo tardi. Ormai iniziava l’era di Netflix e adesso quella dei film su Facebook, e quella dei Blockbuster era segnata. Ed ora?

Dish vuole riportare ai fasti il brand di Blockbuster nel mercato dell’intrattenimento video. Dish Network è la Tv satellitare con base in  Colorado con cui da anni Google testa alleanze per la ricerca di contenuti su Dish e altri siti di video condivisione come YouTube (per realizzare un palinesto su misura ovvero una programmazione personalizzata). Nota è anche EchoStar, della galassia di Dish, che produce set-top box ma è impegnata in una guerra dei brevetti contro TiVo. L’alleanza di Google con i 125 canali di EchoStar, per uscire sempre più offline, era stata sancita nel 2007 da Google con lo scopo di portare la pubblicità del motore di ricerca nell’arena dell’advertising Tv, ma poi Google aveva chiuso l’esperimento di Tv ads.

La Tv o il video-noleggio come “fruizione passiva” sono fenomeni che sono demodé rispetto alla moda della Social-Tv. Il 42% degli italiani tra i 18 e i 24 anni usa la messaggistica istantanea per scambiare opinioni sui programmi televisivi, mentre il 35% li commenta sui social network (fonte: RedShift Research, fine 2010). Dish dovrà tenere conto dei cambiamenti di costume per far rivivere Blockbuster nell’era social e online.

Dish compra all'asta Blockbuster
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Autore: ITespresso
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