Blockchain: i mille usi della tecnologia, anche contro la povertà

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Nasce l’Osservatorio e il forum sulla blockchain che favoriranno la cooperazione transfrontaliera promuovendo il confronto tra tecnici della blockchain, innovatori, cittadini, operatori del settore, pubbliche autorità, regolatori e supervisori

Nasce l’Osservatorio e il forum sulla blockchain con il sostegno del Parlamento europeo. La Commissione Europea ha dato il via a questo osservatorio con l’obiettivo di rafforzare l’impegno assunto a livello europeo con i diversi soggetti interessati coinvolti nel settore delle tecnologie blockchain, che registrano blocchi di informazioni distribuiti in tutta la rete che offrono elevati livelli di tracciabilità e sicurezza nelle transazioni economiche online.

Secondo quanto riporta Radiocor, l’Osservatorio e Forum Ue favoriranno la cooperazione transfrontaliera nei casi di utilizzo pratico, riunendo i maggiori esperti a livello europeo e promuovendo uno spazio per il confronto tra tecnici della blockchain, innovatori, cittadini, operatori del settore, pubbliche autorità, regolatori e supervisori. La Commissione sottolinea come in prospettiva le tecnologie blockchain “trasformeranno i modelli aziendali in molteplici settori dall’ambito sanitario, assicurativo, finanziario, energetico, logistico come nel settore della gestione dei diritti di proprietà intellettuale o dei servizi pubblici”.

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Gli innovatori e gli imprenditori europei hanno già iniziato a offrire soluzioni basate sulla blockchain. Banche, compagnie di assicurazioni, Borse, imprese logistiche o altre società sono già impegnate in progetti pilota. Numerosi Stati membri hanno annunciato iniziative con le quali intendono rafforzare l’uso della tecnologia blockchain. ConsenSys, un operatore globale ben consolidato in Europa, è stato scelto come partner per sostenere le attività di divulgazione dell’Osservatorio in Europa a seguito di una gara d’appalto lanciata l’anno scorso.

Ma non solo c’è anche chi pensa di utilizzare la tecnologia Blockchain per ‘dare una mano’ contro la povertà. Dal Financial Times, ripreso poi da Internazionale, ecco a cosa ha pensato Hernando de Soto, un famoso economista dello sviluppo peruviano, che ha collaborato con Patrick Byrne, un discusso investitore statunitense, per lanciare un insolito progetto di lotta alla povertà. “Vogliono usare i registri digitali, simili a quelli usati per la criptomoneta bitcoin, per catalogare le proprietà informali delle comunità diseredate con l’idea di dargli maggiore sicurezza”.

De Soto è convinto che per combattere la povertà estrema e la violenza disperata che può accompagnarla sia cruciale concentrarsi sui diritti di proprietà. Quando nelle comunità povere esplode un conflitto, spiega, di solito è perché le persone si sentono insicure e defraudate. Le proprietà dei poveri spesso non sono inserite in un registro governativo cruciale.

È così che case e terreni possono essergli sottratti da grandi aziende o funzionari governativi in qualsiasi momento. Secondo De Soto, se i poveri avessero diritti di proprietà certi, ci sarebbe più benessere e sicurezza per tutti. Ora De Soto vuole farlo in tutto il mondo, usando registri digitali decentralizzati che consentano alle comunità più povere di formalizzare i loro diritti di proprietà in modo permanente, senza l’interferenza del governo. “Se hai i diritti di proprietà, puoi ottenere credito, puoi anticipare denaro”, afferma. “È importante per la crescita economica, molto più efficace degli aiuti”.

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