Blog, fenomeno sociale in crescita

Workspace

I diari online o Weblog si stanno imponendo nella società contemporanea come
fonte di informazioni e notizie sempre più autorevole

È di questi giorni la notizia secondo cui Gartner prevede che il numero di blog raggiungerà il picco massimo durante la metà del 2007, stabilizzandosi intorno ai 100 milioni e registrando una crescita che deve tuttavia tener conto anche del fatto che finora oltre 200 milioni di persone hanno già abbandonato i propri blog. La crescita dunque ci sarà ma andrebbe valutata con prudenza. In relazione all’emergere di un fenomeno esploso negli ultimi anni quale quello dei blog, sorta di diari personali resi disponibili e aggiornati in rete in tempo reale, ciò che le principali società di analisti potrebbero approfondire maggiormente sono proprio le ragioni di questa nuova tendenza e le relative conseguenze. ?La cosiddetta blogosfera non solo è in crescita, ma finisce sempre più per influenzare perfino il modo in cui i consumatori prendono le decisioni d’acquisto, e i blog si propongono sempre più come fonte di informazione e mezzo di comunicazione, tanto che spesso le ultime notizie sono disponibili sui blog prima che sui tradizionali mezzi d’informazione?, commenta Maria Teresa Trifiletti, responsabile di LEWIS PR in Italia. ?L’attenzione a mio avviso andrebbe posta più sulla qualità che sulla quantità di blog attivi. Nel corso del 2006 abbiamo assistito ad una diminuzione di potere e autorevolezza di media e analisti a vantaggio di contenuti generati dagli stessi utenti e media cosiddetti sociali. Ciò che è rilevante non è tanto il numero totale – che siano 100 o 150 milioni infatti poco cambia ? quanto la constatazione che oggigiorno i blog hanno talvolta più credibilità e diffusione dei media, quindi oltre che monitorare quanti blog esistono, dovremmo anche e soprattutto valutarne l’impatto nella comunità dei media?. ?Dopotutto, anche il Time, autorevole magazine americano, ha incoronato personaggio dell’anno 2006 il navigatore stesso, intendendo riconoscere il prezioso contributo di tutte le persone che hanno partecipato all’esplosione della democrazia digitale utilizzando Internet per diffondere parole, immagini e video?, conclude Maria Teresa Trifiletti.

Autore: ITespresso
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