Blu-ray e Hd-dvd: tecnologie alla moda ma solo per pochi

Management

Davide Rossi, presidente di Univideo, parla dell’andamento del mercato dell’alta definizione e dell’attenzione che il pubblico ha riservato ai prodotti che installano questa tecnologia

Blu-ray e Hd-dvd due belle tecnologie ma poco spiegate al mercato. La distorsione tra prezzo e quantità di venduto non è un’anomalia del mercato dell’alta definizione. Al contrario, se prezzo e venduto corressero di pari passo, saremmo di fronte sì a un mercato distorto, un mercato in cui le aziende si accordano per fare prezzi uguali. Questi, in sintesi i pareri di Davide Rossi, presidente di Univideo, intervistato da Vnunet sull’andamento del mercato dell’Hd Dvd e del Blu-ray.

“Quest’anno ci sono state varie iniziative, tra cui l’istituzione di un Blu-ray group e un Hd-dvd group, due gruppi ai quali appartengono aziende che hanno simile sensibilità sull’alta definizione e studieranno iniziative promozionali. Univideo – spiega Davide Rossi – sta equi-vicino ai due gruppi, ma non appartiene né all’uno né all’altro”.

Rossi ha parlato anche di disequilibrio tra i dati di mercato sulle vendite di prodotti che installano già tecnologia Blu-ray e Hd-dvd. ” Il segnale di differenza tra valore e quantità di venduto sta a significare che il mercato non è distorto, lo sarebbe se volume e prezzi viaggiassero su binari paralleli perché se così fosse, significherebbe che le aziende si accordano per fare prezzi uguali. Al contrario, significa che il mercato è completamente aperto”, conclude Rossi. Uno scorcio dei dati relativi all’andamento dei prodotti che installano questa tecnologia erano stati presentati e spiegati da Antonio Besana, business director di Gfk nell’ambito della tavola rotonda organizzata da AfDigitale e Mediamarket, “L’alta definizione in Italia “

Ma cosa preoccupa particolarmente per il futuro? “A me preoccupa che il pubblico confuso, fra due tecnologie così interessanti, possa non capire molto e decidere, alla fine, di non acquistare alcun prodotto supportato da una o dall’altra tecnologia. La paura è che chi voglia tenere alto il nome dell’alta definizione (produttori, distributori, rivenditori, enti governatici, ecc., ndr), lo faccia solo dal punto di vista teorico, come un fenomeno che arriverà, mentre mi piacerebbe sentir dire che il mercato dell’alta definizione esiste già e fa numeri. Credo che non sia ancora arrivato questo momento, che non si sia ancora fatto benecapire questo mercato dell’alta definizione: forse c’è troppa timidezza o riserbo nell’esporsi…Penso – conclude Rossi – sia arrivato il momento di smettere di stare alla finestra e di dare forte impulso alla comunicazione sul pubblico”.

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