Bocconi: lo scontro tra domanda e offerta fa scendere il Pil

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Secondo un programma di ricerca triennale di JP Morgan Chase Foundation e Università Bocconi, volto a dare indicazioni sulle dinamiche e i cambiamenti del mercato italianio del lavoro, l’incoerenza negli skill ha fatto perdere più del 20% di crescita del Pil italiano rispetto al resto d’Europa

La persona giusta al posto giusto. Quante volte i privati e le aziende si saranno domandati il perché di certe scelte rispetto ad altre. Una risposta arriva da JP Morgan Chase Foundation e Università Bocconi che hanno annunciato di recente un programma di ricerca triennale volto a dare indicazioni sulle dinamiche e i cambiamenti del mercato italianio del lavoro e raccomandazioni sui dati per la creazione e lo sviluppo di nuovi posti di lavoro.

Si chiama New Skills at Work in Italy, il programma di ricerca triennale. Tra i 22 paesi considerati dall’Ocse nella prima Survey of Adult Skills, il mercato del lavoro italiano risulta uno dei più inefficaci nel far incontrare competenze e offerte di lavoro. L’Italia registra una quota molto alta sia di lavoratori con competenze insufficienti (gli underskilled, terza posizione) sia di lavoratori con competenze eccessive (overskilled, settima posizione). Bocconi2Un lavoratore su cinque ha competenze al di sotto o al di sopra di quelle richieste dal suo lavoro. Secondo ricerche preliminari, lo skill mismatch, ossia lo sfasamento di competenze tra quelle richieste dall’offerta e quelle proposte dalla domanda, sembra essere una delle cause della cattiva allocazione delle risorse che, in Italia, produce tassi eccezionalmente alti di disoccupazione giovanile e di lungo termine e rallenta la crescita della produttività e del Pil. In 17 anni l’Italia ha perso più del 20% di crescita del Pil rispetto ai partner europei e 35 punti rispetto agli Stati Uniti.

L’iniziativa è parte di un programma promosso da JPMorgan Chase in Europa e focalizzato sul contrasto alla disoccupazione, al miglioramento della struttura del mercato del lavoro e allo sviluppo di una forza lavoro competente e capace di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro. Il programma è parte integrante dell’iniziativa globale quinquennale New Skills at Work di JPMorgan Chase presentata negli Stati Uniti a dicembre 2013. Bocconi

“Nonostante il mercato del lavoro a livello europeo si stia riprendendo, in molti incontrano ancora difficoltà a trovare un impiego, poiché le loro qualifiche e competenze troppo spesso non soddisfano i requisiti richiesti dai ruoli disponibili. Il cosiddetto skill mismatch, cioè la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle possedute, inficia, dunque, sia le opportunità  di lavoro perseguibili e la produttività delle aziende.  L’identificazione di soluzioni utili a stimolare la creazione  di lavoro e a fornire ai lavoratori formazione e competenze effettivamente richieste dalle imprese è il cuore del programma New Skills at Work. Attraverso la partnership con l’Università Bocconi, cerchiamo di identificare strumenti e linee guida per i nostri interventi filantropici e per supportare gli sforzi pubblici e privati  nell’affront are le difficoltà del mercato del lavoro, accrescere i livelli di competenza e le opportunità di crescita economica”, ha detto Hang Ho, responsabile JPMorgan Chase Foundation per Emea.

“Il programma di ricerca è un efficace esempio di come le imprese e l’accademia possano collaborare e produrre un impatto positivo sulla vita di tutti i giorni”, ha affermato il rettore della Bocconi, Andrea Sironi.Grazie al finanziamento di JPMorgan Chase Foundation, i ricercatori della Bocconi lavoreranno sul tema dello skill mismatch per tre anni e la Fondazione utilizzerà i risultati di ricerca per sviluppare best practice finalizzate a colmare lo skill gap.”

“Quale banca fortemente impegnata a promuovere la crescita delle comunità e dei mercati dove operiamo e lavoriamo, siamo particolarmente orgogliosi di portare il programma News Skills at Work in Italia oggi e di intraprendere questa partnership con l’Università Bocconi e il un team di ricercatori e accademici di così elevato standing. Con questo progetto vogliamo promuovere il dialogo tra gli attori pubblici e privati e fare la nostra parte nell’aiutare il Paese ad affrontare il problema occupazionale, cruciale per il suo futuro”, ha concluso Guido Nola, co-senior country officer di J.P. Morgan in Italia.

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