Boiling Point

Management

Ognuno ha il suo "punto di ebollizione". Conoscerlo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Chi ha avuto la fortuna di perdersi in capolavori come il primo Deus Ex, Morrowind o uno degli ultimi Grand Theft Auto avrà già sperimentato la clamorosa libertà d’azione offerta da Boiling Point.Ambientato in un fantomatico “staterello” sudamericano il gioco è realizzato secondo i canoni di uno sparatutto in prima persona, articolato però in una miriade di missioni secondarie che si intersecano con la trama principale: la ricerca della propria figlia, giornalista, scomparsa in circostanze misteriose nella giungla tropicale. Il pregio principale del gioco è quello di ricostruire con grande dettaglio un intero microcosmo geografico e sociale, che si sviluppa su di una mappa immensa e si articola nell’interazione con ben otto diverse fazioni. Ognuna di queste è animata da precisi intenti e per raggiungerli è disposta a fare buon uso del nostro eroe, affidandogli missioni specifiche il cui completamento comporta una ricompensa ma anche il miglioramento dei propri rapporti con il gruppo committente: aiutare la mafia o i narcotrafficanti significa inimicarsi la CIA, così come allearsi con i governativi comporta l’inevitabile odio di fuorilegge e ribelli. Il protagonista può aiutarsi con un enorme quantità di oggetti di ogni genere, tra i quali spiccano naturalmente le armi. L’arsenale è ricchissimo, e propone anche più di un modello per la medesima tipologia d’arma: non mancano armi antiaeree, razzi anticarro, balestre e fucili di precisione, tritolo e altre variazioni sul tema. Ogni arma può poi essere potenziata tramite appositi kit che aumentano la portata, la capienza del caricatore e la cadenza di tiro. Le generose dimensioni della mappa implicano la presenza di numerosi veicoli che possono essere acquistati (o rubati) per rendere più rapidi gli spostamenti. Una volta acquisita la patente corrispondente sarà possibile guidare, oltre alle consuete vetture, anche motoscafi, camion, elicotteri e perfino carri armati: i più pigri possono persino usufruire di un sistema di taxi! Di missione in missione il protagonista guadagna esperienza (e denaro) e migliora sia le proprie caratteristiche fisiche che le proprie abilità, esattamente come accade in un gioco di ruolo. L’abuso di cure mediche, stupefacenti o alcol genera invece assuefazione, e richiede una seduta disintossicante di tanto in tanto per poter ripristinare la reattività del fisico. L’unico grosso limite di un gioco altrimenti davvero intrigante e di indubbio spessore è costituito dal suo lato tecnico: senza le prime due “patch” disponibili Boiling Point è pressoché ingiocabile.Anche “patchato” il motore grafico si dimostra rudimentale e, persino con buona parte delle opzioni grafiche disattivate, è indispensabile una macchina estremamente potente per ottenere discreta fluidità. Ed è un vero peccato perché il colpo d’occhio è notevole: la grafica non è certo lo stato dell’arte, ma risulta comunque estremamente suggestiva, variegata e non contempla alcun caricamento durante il gioco.

Autore: ITespresso
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