Bolle bianche, un Futurshow incartato

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Gli stand sotto grandi bolle di plastica, dall’atmosfera futuristica. Ma dentro le bolle, poco o niente.

Sembra di passeggiare tra filari di bolle bianche, in corridoi semi bui, dove la poca luce che c’è arriva mascherata dai grandi teloni. L’atmosfera dovrebbe essere quella del futuro, ma in realtà la sensazione che si ha è quella di essere in un luogo un po’ spettrale : alcune bolle di plastica sono ancora vuote, altre hanno solo depliant e cartelloni, altre sono popolate da ragazze pronte a distribuire gadget al pubblico di ragazzini che dovrebbe invadere la fiera nel week end. A parte Microsoft e i suoi partner con Media Center, gli altri espositori del Futurshow 3004 sono dei più diversi: IBM e Canon tra i più tradizionali, X-Box e Playstation per i giocatori, Inter e Milan per gli sportivi, Virgilio e Alice per i navigatori, Sky (nella bolla più grande) per i teledipendenti, Tim e Vodafone per la telefonia, Iulm e Università statale per gli studenti, ma anche Medici senza frontiere, Unicef, Dona un sorriso, Celim e altre Onlus per rilanciare la solidarietà nel mondo. Peccato che per entrare nelle bolle bianche bisogna alzare un telo (speriamo che i più timidi non si facciano intimorire) e che il caldo sotto la tenda ricordi il clima tropicale. Forse stand aperti dove il visitatore avrebbe potuto sbirciare anche dai corridoi affollati avrebbero reso più facile avvicinare il “futuro”. Lunedì, ultimo giorno della manifestazione, tireremo le somme di questo primo Futurshow ospitato in Fiera Milano, se non altro da vedere per curiosità.

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