Bollini Siae, c’è chi rivuole i soldi indietro

Autorità e normativeNormativa

Il contrassegno è illegittimo sia per la Ue che la Corte di Cassazione: ora qualcuno vorrebbe la resa dei conti finale

La Società Italiana Autori ed Editori è stata sonoramente bocciata, prima dall’ Unione europea , nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione .

Ma, il bollino Siae, a suo tempo oggetto di un Netstrike telematico, poi di continue proteste, sebbene sia stato dichiarato illegittimo sia dalla Ue che dalla Corte Suprema, continua a campare in bella vista sul sito della Società Italiana Autori ed Editori. La Siae continua a esigerne il pagamento? L’obbligo di apposizione del bollino Siae non può essere opposto ai privati né in sede penale né in altra sede dal momenti le norme che lo regolano sono state approvate attraverso un processo viziato ed illegittimo.

Ma se non è più obbligatorio pagare i contrassegni Siae, non sarà possibile richiedere indietro i soldi?

La sagace domanda se la pone il blog di Guidoscorza.it che sottolinea:

Tutti coloro che hanno versato centinaia di migliaia di euro alla Siae (…) potrebbero richiederne la restituzione“.

Nel dibattimento del cosiddetto caso Schwibbert era emerso che la Siae aveva introdotto una norma in tutta Italia senza ufficializzarla alla Ue.

L’avvocato Guido Scorza ricorda una vicenda simile in cui lo Stato Italiano esigeva una concessione governativa all’atto dell’iscrizione di una

società nel registro delle imprese; “poi intervenne una Sentenza interpretativa della Corte di Giustizia proprio come quella del novembre 2007 e l’Erario dovette restituire a tutti quanto a tale titolo incassato negli anni“.

Forse alla Siae il bollino potrebbe costare caro.

Autore: ITespresso
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