Bollini Siae: class action e rimborsi in vista?

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel novembre dello scorso ha dichiarato illegittimi i bollini Siae sui supporti contenenti opere dell’ingegno. A inizio aprile anche la Cassazione si è pronunciata bocciando la legittimità dei contrassegni. Ma la richiesta del bollino è ancora in bella vista sul sito Web della Società Italiana Autori ed Editori.

La Siae non poteva esigere da editori e distributori di contenuti tutelati da copyright l’adempimento dell’obbligo di apporre il bollino. Dopo aver versato ingenti importi non dovuti, le aziende chiederanno i rimborsi alla Siae?

Class action e/o rimborsi, il dubbio è amletico. Certo è che la Siae,pare senza averne il diritto, esige da editori e distributori l’adempimento dell’obbligo del bollino. Il contrassegno Siae sulle opere di ingegno è stato però blocciato prima in sede Ue poi, ad aprile, in Corte di Cassazione.

La domanda a questo punto è d’obbligo: dopo aver versato importi non dovuti, le aziende chiederanno i rimborsi alla Siae?

Le recenti sentenze faranno senz’altro la felicità degli editori di informatica (quelli rimasti vivi) costretti a pagare il bollino anche su DVD senza valore regalati con le riviste oppure le società costrette a pagare un bollino per distribuire dei demo dei propri prodotti. E ora che non è più obbligatorio pagare i contrassegni Siae, potrebbe anche essere possibile richiedere indietro i soldi, magari con una bella class action.

L’ora dei rimborsi si avvicina, e alla Siae il famigerato bollino (non dovuto) potrebbe costare caro.

Autore: ITespresso
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