Bonatti: La fine del supporto a Windows Xp smuoverà le aziende

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Claudia Bonatti, Direttore della Divisione Windows Client di Microsoft Italia
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Aprile vedrà la fine del supporto a Windows XP, longevo in Italia per aziende con hardware vecchio e molte applicazioni customizzate. Ne parliamo con Claudia Bonatti, Direttore della Divisione Windows Client di Microsoft Italia, che dovrà spingere l’adozione dei nuovi Windows, grazie anche ai partner

La chiacchierata con Claudia Bonatti, Direttore della Divisione Windows Client di Microsoft Italia, cade a pochi giorni dalla nomina del nuovo Ceo, Satya Nadella, e una battuta sul nuovo corso di Microsoft non poteva mancare prima di entrare nel dettaglio della strategia che accompagnerà la fine del supporto a Windows XP il prossimo aprile (dopo 12 anni di longevità),  la lenta crescita di Windows 8 nel mondo enterprise,  qualche (mancata) indiscrezioni su Windows 9.

“La scelta di un Ceo interno, che vive l’azienda da tanto tempo, credo sia la giusta via per traghettare Microsoft  verso la OneMicrosoft impostata da Steve Ballmer,  un’azienda che non solo fa software ma dispositivi e servizi –precisa Bonatti -. La grande esperienza di Satya Nadella nel mondo cloud non può che aiutare questa visione e il fatto che sia anche un uomo di cultura non americana rispecchia la grande ricchezza culturale di questa azienda, che ha di nuovo affiancato al lavoro del Ceo quello di Bill Gates, in una sorta di part time dedicato alle scelte tecnologiche indispensabili. Una decisione che spinge un forte ritorno all’innovazione”.

Claudia Bonatti, Direttore della Divisione Windows Client di Microsoft Italia

Una direzione che chiude con prodotti del passato. La storia fortunata di Windows Xp, che si è dilungata più delle aspettative (“Un sistema operativo non può avere vita più lunga di dieci anni – precisa Bonatti -. Xp lo abbiamo tenuto in vita per dodici proprio per la sua vasta diffusione”), ha permesso di garantire a Xp un terzo del market share dei sistemi operativi a livello mondiale e oggi che ancora si attesa sul 31,2% (fonte Net Applications) è strategico per Microsoft non fare errori nel traghettare gli utenti, soprattutto quelli aziendali, verso le nuove versioni di Windows,  siano queste Seven o Windows 8x.

Con aprile e con la fine del supporto di XP, finirà anche il supporto a Office 2003, ma per quanto riguarda la tematica della sicurezza il supporto antimalware continuerà ad essere fornito fino a luglio 2015, proprio perché ci si aspetta che il ritiro definitivo del prodotto porti con sé un’ondata di malware molto forte. In ogni caso “l’aggiornamento è un piccolo aiuto ma  non protegge da attacchi strutturali  al sistema operativo” sottolinea Bonatti.

Per quanto riguarda il panorama italiano, i motivi della tenuta di Xp sono da ricercare nella peculiarità delle aziende, sia pubbliche che private. “In Italia la quota di  mercato di Xp è molto significativa per due ragioni principali  – precisa Bonatti -. Ci sono molte aziende, soprattutto nel settore pubblico, che hanno un parco hardware molto vecchio per problemi di mancati investimenti che hanno prolungato il ciclo di vita del prodotto. In secondo luogo la longevità di Xp è dovuta al fatto che le aziende hanno sviluppato negli anni soluzioni customizzate che oggi si trovano in difficoltà a migrare. Questo aspetto è una peculiarità delle aziende italiane, anche di quelle piccole che hanno realizzato soluzioni ad hoc poco portabili nel tempo”.

Ma, detto questo, Bonatti sottolinea quando Xp sia davvero obsoleto. La fine del supporto porta con sé sfide legate alla sicurezza che impattano sull’intero modo di lavorare. “Rimanere su Xp implica rimanere ancorati a un sistema che non permette di sfruttare le tecnologie di oggi, penalizzando la mobilità, la communication e la collaboration, esclude il mondo touch ed è incompatibile con l’utilizzo di nuove  periferiche, reti e driver. Non permette di cogliere le migliorie dell’IT, che danno oggi la possibilità di lavorare in modo più smart”.

Sulle grandi aziende, Microsoft si sta muovendo anche in modo diretto attraverso la divisione servizi, per spiegare la dinamica legata alla necessità di evolvere la tecnologia. Sulle piccole e medie realtà, invece, l’aiuto dei partner di canale sarà fondamentale. “Abbiamo già fatto un grosso lavoro di formazione dei partner sul mondo delle  pmi coinvolgendo centinaia di nostri partner che devono essere tecnicamente preparati per proporre la migrazione. Ci saranno aziende che vorranno evolvere vero Windows 7, perché magari già parte del loro parco macchine misto, ma per quelle realtà che vogliono indirizzare in modo molto forte il tema della mobilità la spinta sarà verso Windows 8. Da Xp a Seven è un salto quantico per gestione e dal punto di vista tecnico. Da Seven a Windows 8 il salto è molto più semplice con meno implicazioni e difficoltà tecniche. Abbiamo addestrato  i partner a proporre entrambe le soluzioni, puntando ovviamente su Windows 8x perché offre un ecosistema più ampio, anche grazie agli Oem”,

Ad aprile tutti i produttori di pc potenzieranno le loro offerte per il rinnovo del parco macchine, in continuità con le strategie già in essere.

Non nasconde Bonatti la spinta decisa verso il mercato business, che ad oggi ha recepito in modo molto freddo l’arrivo di Windows 8 (complessivamente il  market share è del 10% se si includono tutti i mercati e le nuove macchine con  Windows 8.1) puntando  a veicolare Windows 8 come lo strumento cardine per produttività, gestione dei dispositivi e sicurezza in azienda. “Il valore di Windows 8 che i nostri partner dovrebbero passare ai Cio è che riduce le latenze operative, introduce un nuovo modo di lavorare più produttivo, non solo sul mondo tablet ma che sul mondo pc, dove credo si vedranno tassi interessanti di crescita, anche se il mercato pc sta soffrendo  ma sta dando anche segnali un poco più positivi del passato”.

Su Windows 9 Bonatti non commenta le indiscrezioni che circolano in rete (anche quelle di una versione Alpha pronta per primavera), portando come spiegazione il fatto che Microsoft ha dovuto cambiare l’approccio alla sviluppo dei sistemi operativi perché “non può più permettersi di lasciare prodotti uguali per anni”, ma deve evolvere con un refresh continuo dei prodotti, con aggiornamenti che ogni anno diventano sempre più corposi per sfruttare le migliorie dettate dall’hardware. “Lo sviluppo di un sistema operativo è un percorso con un ciclo continuo di aggiornamento conclude. Per questo le indiscrezioni su Windows 9 in rete, e le richieste degli sviluppatori, ci possono stare.

Scopri come i tablet stanno cambiando il business (i.p.)

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