Boom a due cifre per le Tv digitali

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Secondo SofM Politecnico di Milano, le Tv digitali crescono del 15 percento e sfiorano i 4 miliardi di euro. Nell’anno nero dei media tradizionali, quelli digitali non hanno sentito la recessione

Le Tv digitali non sentono la crisi: secondo SofM Politecnico di Milano, le Tv digitali crescono del 15% e mettono a segno quasi 4 miliardi di euro.

Nell’anno in cui i Media tradizionali (Stampa-20%, Tv analogica -10%, radio -14%) hanno “bruciato” oltre 2,2 miliardi di euro, i Media digitali, invece, sono cresciuti di 600 milioni di euro (+13%) e detengono il 29% del mercato complessivo dei Media, contro il 24% del 2008 e il 22% del 2007.

Il mercato dei Media in generale nel 2009 ha registrato una flessione di circa 1,5 miliardi, oscillante tra l’8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel 2008 a meno di 17 miliardi di euro nel 2009.

Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano, spiega: “Questi numeri ci sbattono in faccia la cruda realtà che per anni, forse, non abbiamo voluto capire realmente: che il mondo dei media non è più come prima, che la rivoluzione digitale lo sta profondamente e strutturalmente cambiando. In particolare questa crisi congiunturale sta togliendo definitivamente qualsiasi ciambella di salvataggio. In questo scenario, la crescita – se non la sopravvivenza stessa – degli editori si trova nel mondo digitale e nella capacità di saperlo interpretare in modo corretto. Occorre cambiare con decisione e urgenza, aguzzando l’ingegno per affrontare in modi diversi – possibilmente innovativi – tutti i diversi mondi che le tecnologie digitali stanno proponendo (Televisore-centrico, Pc-centrico, Cellulare-centrico) e per cercare di capire come generare nuove fonti di ricavo – derivanti sia dalla pubblicità che dall’offerta di contenuti a pagamento agli utenti – senza preconcetti e vincoli mentali“.

Le New Tv crescono nel 2009 del 15%, arrivando a superare i 3.800 milioni di euro, passando dal 35% del 2008 al 41% del 2009. Guardando alle diverse piattaforme digitali, rimane dominante il ruolo di quella satellitare– Sky – che pesa per l’84%, ma, grazie ad un tasso di crescita superiore al 70%, cresce in misura significativa l’importanza del Digitale Terrestre (nel 2009 è l’11% del totale), mentre rimangono sostanzialmente stabili in termini relativi – e piccoli in valori assoluti – i contributi delle altre piattaforme (IpTv, Mobile e Internet).

Andando nel dettaglio, l’analisi delle Tv digitali si divide in tre segmanenti: Sofa-Tv (Sat Tv, DTT e IpTv, che arrivano sullo schermo Tv “tradizionale”), Internet (basati su Internet tradizionale – e, in particolare sul Web – fruibili tramite un qualsiasi PC – Laptop, Desktop o Netbook) e Mobile (sia Unicast o Umts/Hsdpa, che Broadcast o Dvb-h – fruibili tramite il telefono cellulare).

Le piattaforme televisive digitali delle Sofa-Tv sono per ora utilizzate per l’offerta di contenuti di natura televisiva, fatta eccezione per alcuni canali radiofonici (presenti nel bouquet di Sky e sul DTT) e i Teletext (Televideo, Mediavideo eccetera), che ancora non hanno saputo sfruttare appieno le potenzialità della nuova piattaforma digitale e potrebbero crescere.

Tra le innovazioni, segnaliamo in particolare la diffusione della Tv HD, spinta in questo momento soprattutto da SKY (ma non trascurata dagli operatori del DTT) e il lancio di una prima versione non Ip della over-the-top-tv da parte di Mediaset, che potrà portare ad un notevole arricchimento dei contenuti e dei servizi erogabili tramite il digitale terrestre. Ci sembra importante evidenziare che, fino a questo momento, Rai non sta partecipando alla competizione per l’accaparramento del mercato Pay, preferendo giocare – da soggetto pubblico qual è – un ruolo più importante nell’offerta free.

I Decoder “universali”, in grado di rendere accessibili con un unico set-top-box e con un unico telecomando le diverse piattaforme televisive: Satellite, DTT e anche il Web (ma in un formato e con una navigabilità adatta alla televisione), rappresentano un ponte con cui il mondo delle Desktop Tv entra nel “tradizionale” televisore di casa.

L’IpTv, piattaforma spinta dagli operatori di telefonia fissa per cercare di ritagliarsi uno spazio nel mondo delle Sofa-Tv, finora ha ottenuto risultati limitati: gli operatori stanno lavorando per cambiare il concetto stesso di IpTv: da walled garden chiusi facenti capo al singolo player, a piattaforma aperta potenzialmente utilizzabile da qualsiasi aggregatore di contenuti. Anche per promuovere questo nuovo scenario, i tre operatori attivi sulla IpTv – Telecom Italia, Fastweb e Wind – hanno dato vita all’Associazione italiana degli operatori IpTv che si pone – tra gli altri – l’obiettivo di spingere il processo di standardizzazione dei decoder.

Nelle Desktop-Tv si osserva il fermento imprenditoriale e la vivacità innovativa che stanno caratterizzando questo ambito come un vero e proprio “laboratorio” in cui si sperimentano nuovi concept di Tv che potranno, nel tempo, arricchire anche l’offerta televisiva delle altre piattaforme. In realtà questo processo di “contaminazione” è già in atto: per quanto riguarda le Sofa-Tv, attraverso, ad esempio, l’introduzione di decoder universali e di televisori capaci nativamente di accedere ai contenuti del Web; relativamente alle Hand-Tv, attraverso l’affermazione – su cui torneremo nel paragrafo successivo – del paradigma del Mobile Internet, degli Application Store, dei Widget.

Nel 2009 il mercato dei Media basati sul Web, inteso come la somma degli introiti da pubblicità e delle vendite di contenuti premium (video e musica in streaming e contenuti editoriali) dovrebbe attestarsi attorno ai 910 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2008. Il 98% di questo valore è costituito dall’advertising, mentre sono ancora molto ridotti i ricavi dalla vendita dei contenuti. Ma il potenziale del Web, come Media, è ben superiore a questi valori, per due ragioni di fondo. La prima è che ad oggi non si è ancora riusciti – se non in minima parte – a “monetizzare” i due trend fondamentali che stanno cambiando in profondità la natura stessa del Web: la rivoluzione del 2.0 (e la conseguente proliferazione di social network, blog, user-generated-content, community, wiki, ecc.) e la massiva diffusione di contenuti Video (Video-metamorfosi). Fenomeni che stanno trainando una crescita sempre più capillare di Internet anche in Italia (il numero di utenti Internet arriverà a fine anno vicino ai 24 milioni e il tempo dedicato in media dal singolo navigatore italiano è passato dalle 22 ore mensili del 2008 alle oltre 33 ore nel 2009) ma non sono ancora stati capaci di generare adeguati ricavi aggiuntivi. Ma questo accadrà nei prossimi anni. La seconda ragione è che nel Web, a differenza invece di quello che accade sulle Sofa-Tv digitali e nel Mobile, non si è ancora riusciti a capire come generare ricavi anche dalla vendita di contenuti premium ai navigatori. Ma Google e News Corp sapranno sviluppare – in futuro- adeguati sistemi condivisi a supporto dei micro-pagamenti.

Il mercato dei Mobile Media vale nel 2009 oltre 290 milioni di euro. Nel mondo Mobile, a differenza di quello Web, la componente di fatturato dominante – pari al 90% – è rappresentata dalla vendita di contenuti premium al consumatore finale; la quota parte derivante dalla vendita di pubblicità ha per ora un ruolo marginale anche se pensiamo possa ben svilupparsi in futuro.

Più nello specifico, il valore complessivo del mercato dei Mobile Media a pagamento nel 2009 supera i 260 milioni di euro. La voce più rilevante (72%) è costituita dai servizi di Infotainment (informazione e intrattenimento) erogati via Sms (che continua ad essere la piattaforma di gran lunga più utilizzata), Mms, Mobile Site e Applicativi. Seguono i contenuti video e televisivi (24%) e i servizi di Interazione con i Media, come il Voting (4%).

Nel 2009 complessivamente il mercato dei Mobile Media registra però una contrazione, pari a circa il 13%. La rete Cellulare, grazie al continuo incremento della banda disponibile, si sta sempre di più proponendo come efficace piattaforma anche per la fruizione di contenuti Video, godendo- rispetto alla piattaforma Dvb-h – di alcuni vantaggi, quali una base installata notevolmente superiore (e senza la necessità di terminali ad hoc), l’interattività intrinseca tipica delle reti Ip e la possibilità di offrire una gamma di servizi maggiore. L’affermarsi, inoltre, del paradigma del Mobile Internet e degli Application Store abilita potenzialmente tutti gli attori del mondo dei Video e della Tv (Broadcaster, Editori, Web company, ecc.) a provare a giocare una partita anche in questo ambito. La principale criticità in questo contesto è rappresentata dai modelli di business che si affermeranno, dal momento che non pensiamo che un modello esclusivamente basato sulla pubblicità sarà in grado di generare numeri realmente interessanti per i molteplici attori in gioco.

Autore: ITespresso
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