Boom dei contenuti in rete entro il 2010

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La Commissione Europea ha previsto che i contenuti digitali online passeranno da 1,8 miliardi di euro del 2005 a 8,3 miliardi entro tre anni

La Commissione Europea stima che i contenuti digitali online possano generare ben 8,3 miliardi di euro entro il prossimo 2010. Il mercato sarebbe infatti più che quadruplicato (era di 1,8 miliardi di euro nel 2005) nell’arco degli ultimi 5 anni.

La Comunità europea stima che sempre maggiori risorse saranno destinate dalle imprese verso le reti digitali e questo porterà allo sviluppo di nuove attività di produzione informativa e commerciali.

Questi dati sono stati resi noti in occasione di un incontro organizzato dall’Istituto per lo Studio dell’innovazione Media Economia Società e Istituzioni sul tema dei contenuti online, intitolato La Comunicazione Content Online: interoperabilità, diritti, pirateria, a cui hanno partecipato sono intervenuti Enzo Mazza della FIMI (Federazione Italiana Musica Italiana), Paolo Nuti dell’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), Maurizio Mandel della SIAE, Domenico Vulpiani della Polizia delle Comunicazioni.

L’incontro ha cercato di fare il punto rispondendo ai seguenti interrogativi: Come conciliare diritti d’autore e concorrenza? Come riequilibrare il sistema tra pirateria e diffusione di contenuti legittimi?

La costruzione di norme come il filtraggio e l’autoregolamentazione è la sfida digitale al diritto d’autore, ormai del tutto sganciato dal supporto fisico.

Nell’ambito dei contenuti creativi online, la Commissione Europea ha delineato obiettivi come garantire la competitività europea, rinnovare le norme che mettono i bastoni fra le ruote della diffusione dei contenuti con diritto d’autore, e promuovere il ruolo attivo degli utilizzatori. Lo u ser generated content, la produzione dal basso di contenuti multimediali, sta mettendo in crisi il diritto d’autore e per il copyright. Dalla Commissione europea sono state proposte diverse soluzioni alla lotta alla pirateria, la cui perdita in termini finanziari è stimata solo negli Stati Uniti pari a 12,5 milioni di dollari. Lo sviluppo di offerte illegali e il boom innarestabile dell’accesso come il peer-to-peer legale (Youtube, Itunes, Lastfm, Downlovers, ILike), insieme a iniziative didattiche ai giovanissimi fruitori dei nuovi media (teenager in primis), l’applicazione dei diritti dell’utente e la gestione del copyright sono le prospettive comuni da cui partire. in gioco sono vari interessi: la Siae sostiene che la gestione digitale dei diritti d’autore non

funziona, e che i paesi devono garantire un sistema di tutela oggi inesistente; la polizia postale parla di condivisione di cinema, videogiochi, troppo esposta a download di file con materiale pedo-porno, spesso presenti su server di utenti inconsapevoli.

Bisogna dunque lavorare su prevenzione, controllo e dissuasione, informare l’utente in modo chiaro responsabilità personale e attività illecite, assicurando una circolazione di. informazioni libera e tutelata.

Autore: ITespresso
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