Boom della pirateria nella Pmi

CyberwarSicurezza

Secondo una ricerca europea le imprese non sono sicure di essere in regola
con le licenze e sottovalutano i rischi legati all’uso di software illegale

Sulla pirateria non tramonta mai il sole. Una nuova indagine , condotta da GfK Nop per conto di Bsa, scopre che le Pmi europee non solo utilizzano software illegale, ma ne sottovalutano i rischi. Due piccole e medie imprese su dieci credono che non si annidino pericoli nell’uso di software pirata, anche sotto il profilo della sicurezza informatica. Ma se le Pmi temono rischi legati alla perdita dei dati o ai malware (virus, trojan, spyware eccetera), cadono nell’oblio quando affrontano i rischi riguardanti la violazione di copyright. Inoltre meno della metà delle Pmi sa se è in regola o meno con le licenze in azienda: manca la consapevolezza. La pirateria del software non viene proprio percepita come un reato, ma neanche come un rischio per la sicurezza It da controllare. La pirateria software del resto dilaga: al 35% in Europa e al 53% in Italia (fonte: Idc), inizia invece a perdere terreno nell’Europa orientale. Negli ex paesi del blocco sovietico le iniziative anti pirateria stanno creando maggiore consapevolezza sui rischi dell’uso del software illegale.

Autore: ITespresso
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