Bozza AgCom: Legge Hadopi per l’Italia

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Delibera AgCom: Hadopi in salsa italiana?

La bozza dell’AgCom è disponibile in Rete, sul sito di un quotidiano. Due le ipotesi nella bozza: disconnessione degli utenti oppure inibizione dell’accesso al sito come nel “caso Pirate Bay”

In Rete è reperibile la bozza della nuova delibera Agcom sul diritto d’autore in Rete, la bozza che il presidente dell’AgCom non ha presentato alle due Audizioni in Senato, ma che è stata recapitata al sito de La Stampa per posta elettronica. La bozza, che giunge da fonte governativa, e che secondo l’Espresso sarebbe ideata da Antonio Catricalà, contiene una novità che in questi mesi non era mai emersa: l’AgCom chiede di poter “disporre, in casi di particolare gravità ovvero se le violazioni dovessero ripetersi, la completa disabilitazione dell’accesso al servizio telematico oppure, nel caso in cui sia tecnicamente possibile, ai soli contenuti resi accessibili in violazione delle norme sul diritto d’autore (comma 2)”. Che cosa significa? A prima vista sembra che si ipotizzi una Legge Hadopi per l’Italia: si “staccherà” la Rete a chi viola il diritto d’autore. Ma potrebbe esserci dell’altro.

Secondo Fabio Chiusi sul blog Il Nichilista, l’interruzione della connessione del singolo utente potrebbe riferirsi sia a “una disconnessione in stile Hadopi, sia all’ipotesi di “inibizione dell’accesso al sito“, come nel caso del blocco della Cassazione a The Pirate Bay. Inoltre, secondo l’avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito, vengono abrogati i commi 5 e 6 dell’articolo 1 del decreto legge 22 marzo 2004, n. 72, convertito con modificazioni dalla legge 21 maggio 2004, n. 128:”La bozza di normativa circolata oggi infatti  non interpreta alcunché ma abroga espressamente le norme del 2004 (il cd decreto Urbani, dal nome del ministro dei beni culturali dell’epoca) che attribuivano la competenza esclusiva ad intervenire in materia di copyright  su internet alle forze di polizia, in raccordo con l’autorità giudiziaria. (…)  Oggi tali poteri, come chiarisce la relazione illustrativa allegata alla stessa norma governativa verranno svolti invece dall’Agcom. AGCOM diventa il “controllore con potere di vita e morte su tutta la Rete in Italia, senza alcuna autorità di controllo”. Se l’AgCom si arroga, tramite l’intervento del governo, i compiti di indagine e giudizio, prima attribuiti a Pollizia e Magistratura, non solo in tema di copyright ed e-commerce, ma anche su la Società dell’Informazione, la domanda è: chi controlla i controllori?

L’esperto di Internet ed avvocato Guido Scorza si chiede se l’AgCom voglia divebntare un’Authority “una e trina“: “Quello del Professor Mario Monti rischia di passare alla storia come il Governo più nemico della Rete che il Paese abbia avuto negli ultimi anni“.

I parlamentari Vita e Vimercati denunciano che “ad una prima lettura appare una norma pericolosa che può dar adito ad un taglio fortemente censorio del futuro regolamento sul diritto d’autore. Un impianto che va oltre lo stesso prudente orientamento fin qui manifestato dal presidente Calabrò”.
Pur ribadendo “la necessità di una nuova legge di sistema sul diritto d’autore su internet che riveda quella del 1941”, auspicano “una nuova norma che si fondi sulla tutela dei diritti legittimi degli autori e sia rispettosa del diritto di libertà di informazione e di espressione dei cittadini sulla rete”.

Marco Scialdone, responsabile del team legale di AgoràDigitale, ha così commentato la bozza di normativa: “Si tratta di un vero e proprio capolavoro di pressappochismo giuridico che corre il rischio di vanificare le competenze dell’altre autorità di garanzia, da quella della Concorrenza e del Mercato, a quella per la tutela dei dati personali. Non possiamo e non vogliamo credere che un Governo tecnico possa adottare una disposizione del genere. Chiediamo a Monti di invertire la rotta e di uscire dalla logica emergenziale che ancora una volta la lobby dell’industria dell’intrattenimento vorrebbe imporre al Paese”.

Infine, Nicola D’angelo commissario AgCom, esprime viva preoccupazione per l’ipotesi di una SuperAgcom, un’Authority con poteri rafforzati: “Spero solo che non sia vero. Le mie più pessimistiche previsioni sul tema della libertà della rete si sono rivelate inadeguate rispetto a quello che sembra emergere da alcune indiscrezioni pubblicate dalla Stampa on line. La bozza di una norma del Governo che conferirebbe poteri “speciali”all’Agcom in materia di repressione delle violazioni del copyright. Non puó essere vero, meglio, spero che non sia vero”.

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