Brain training e Multitasking, miti sfatati da nuovi studi

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I giochi per tenere in allenamento l’amento non accrescono l’intelligenza. Inoltre il cervello è fatto solo per due azioni alla volta: niente multitasking

Alcune ricerche scientifiche smontano e confutano alcuni “luoghi comuni”: il brain training tiene forse in allenamento la cervello, ma non ne aumenta il quoziente intellettivo (QI); inoltre il multitasking, richiesto su smartphone e Pc, non fa rima con “fattore umano”. Il cervello è fatto solo per due azioni alla volta: sfatato il mito del multitasking.

Secondo uno studio targato Ecole Normale Supérieure di Parigi, la suddivisione dei compiti fra emisferi cerebrali è un dato di fatto, fino a prova contraria, incontrovertibile: in base ad essa, non è possibile svolgere più di due compiti alla volta senza rischiare di agire in modo inopportuno.

Anche il mito del brain training legato ai giochi per allenare la mente di Nintendo DS, è stato un po’ sfatato da uno studio pubblicato su Nature dall’Università di Cambridge, e finanziato dalla BBC: forse servono a rallentare l’invecchiamento del cervello, ma non ad aumentare l’intelligenza o il QI.

“Statisticamente non ci sono differenze significative” – ha illustrato Adrian Owen, del Medical Research Council“tra i miglioramenti visti tra i partecipanti che hanno giocato ai nostri giochi allena-mente e coloro che sono solo andati in Internet per lo stesso periodo di tempo”.

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Autore: ITespresso
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