Brand italiani, crescita di oltre 500 miliardi di dollari

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La forte crescita del valore monetario del brand Italia e dei paesi del sud Europa è stata influenzata dalle riforme messe in atto dai rispettivi paesi

Quest’anno, il valore complessivo dei brand italiani, e quindi del brand Italia, ha avuto una crescita di oltre 500 miliardi di dollari, rispetto allo scorso anno: solo Cina, Francia e Corea del Sud sono cresciute più dell’Italia e la differenza con queste ultime due è minima; al contrario la crescita cinese non ha eguali.

La forte crescita del valore monetario del brand Italia e dei paesi del sud Europa è stata influenzata dalle riforme messe in atto dai rispettivi paesi. Infatti, le recenti riforme hanno consentito nel 2016 di rafforzare il brand di questi paesi contribuendo a sviluppare un processo virtuoso che ha portato all’incremento del Brand Value.

Analisi secondo Brand Value. Il valore del brand Italia e il paragone con gli altri Stati
Analisi secondo Brand Value. Il valore del brand Italia e il paragone con gli altri Stati

Il rating del brand sintetizza l’attrattività del paese come area su cui dirottare gli investimenti. Se il rating del brand Italia fosse rimasto stabile, il valore sarebbe cresciuto di 600 miliardi di dollari e non di 500 dollari, posizionando l’Italia al settimo posto invece che al nono nella classifica dei brand nazione ordinati per valore monetario, realizzata ogni anno da Brand Finance in partnership con FDI Intelligence – Financial Times.

L’immagine dell’Italia, nonostante sia meno attrattiva dei paesi concorrenti, riesce comunque ad avere un valore molto alto soprattutto grazie alle buone performance di brand locali come Eni, Ferrari, Gucci e Wind, che nella classifica Italiana 2017 sono cresciuti tutti di oltre un miliardo di dollari. Questa situazione conferma l’handicap delle imprese italiane, che si trovano a dover affrontare i mercati con minore supporto dal proprio paese, in termini di immagine, rispetto ai concorrenti.

“Oltre ai noti punti di debolezza, che non favoriscono il doing business in Italia, siamo penalizzati da una percezione sulle condizioni in Italia che è peggiore rispetto alla realtà dei fatti”, continua Massimo Pizzo Managing Director Italia di Brand Finance. “Questo dipende sostanzialmente da una qualità della comunicazione non adeguata, dalla storica tendenza degli italiani a screditarsi e dalle forti aspettative attese da un big come l’Italia e che spesso vengono deluse”.

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