Brevettato il software che inquina il P2P

Network

Appartiene a un professore di scienza informatica e a uno studente il
brevetto per un software che permette di ostacolare chi pratica il file
sharing attraverso i sistemi peer-to-peer fuorilegge

Tulsa – Appartiene a un professore di scienza informatica e a uno studente dell’università’ di Tulsa il brevetto per un software che permette di ostacolare chi pratica il file sharing attraverso i sistemi peer-to-peer considerati fuorilegge. Il sistema sviluppato da John Hale e dal suo allievo Gavin Manes consente in pratica di creare un numero indefinito di “esche”, ovvero file fasulli “camuffati” da file musicali, che saranno poi immessi nei circuiti della condivisione online, al fine di intasare i network di Kazaa e compagni. Alla base di tale meccanismo c’e’ il cosiddetto spoofing, ovvero la possibilità di inviare pacchetti di dati attraverso il protocollo TCP/IP utilizzando l’indirizzo IP di qualcun altro (tecnica molto usata anche per il tanto vituperato spamming). Cosi’, nel caso in questione, il programma provvederà a spargere in Rete migliaia di questi falsi, inviandoli alla porta di qualsiasi computer connesso al network di sharing. Il risultato sperato e’ facile da immaginare: non potendo riconoscere un file buono tra i tanti “taroccati”, gli utenti dovrebbero finalmente arrendersi e abbandonare quella che rischia di trasformarsi nella frustrante ricerca di un ago nel pagliaio. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore