Brunetta illustra la PA digitale e lancia il censimento delle auto Blu

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Aspettando Forum PA: il ministro Renato Brunetta fa il punto sulla de-materializzazione (il D-day per far sparire la carta è vicino), sulla Pec e sui servizi online per rendere la Pa Digitale. Una riforma che vale 30 miliardi di euro

Il ministro dell’innovazione e PA Renato Brunetta, quasi alla vigilia di Forum PA a Roma, ricorda i passi compiuti finora per il passaggio alla PA Digitale. Intanto Brunetta, reduce dal successo della Posta Certificat@ per accorciare le distanze tra cittadino e PA in Rete, lancia il censimento delle auto Blu: l’Italia conterebbe 574mila auto blu contro le 70mila degli Usa (come ha detto Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di recente), un numero che andrebbe sfoltito per tagliare le spese inutili.

Nel frattempo continua il processo di digitalizzazione e sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione: secondo Confindustria, la PA Digitale potrebbe generare risparmi per 30 miliardi di euro. Una cifra da capogiro in tempi di crisi e economica o di bassa crescita. Il D-Day per far sparire la carta in ufficio è vicino: è questione di mesi.

Forum Pa dà appuntamento a Roma il 17 maggio e sarà l’occasione per fare il punto sul rilancio del Codice di amministrazione Digitale, de-materializzazione (per tagliare la carta), servizi online e PA digitale. A partire dal boom della Pec (anche se in realtà è un Cec-Pac): oggi la PA produce ogni anno documenti di carta pari al volume del Duomo di Milano. Uno spreco nell’era dei Bit: de-materializzare è dunque una priorità per risparmiare e rendere più efficiente la PA, anche perché i mercati digitali valgono 10 miliardi di euro.

Renato Brunetta ha ricordato gli sportelli diffusi di Reti Amiche, le iniziative come Mettiamoci la faccia e Linea Amica , Normattiva e Vififacile egli oltre sessanta protocolli e convenzioni sull’innovazione con enti locali, regioni e aziende private dell’IT (da Microsoft a Adobe, da Google a Ibm e a Sun).

Il ministro mette inoltre l’accento sulla valutazione e premialità, due concetti fondamentali per rendere la PA innovativa e più efficiente. Altri progetti in corso sono: la sperimentazione delle visure catastali online per i Notai, il processo telematico, la cancelleria fallimentare digitale eccetera.

“La strada da percorrere però è ancora tanta” conclude Renato Brunetta in un intervento sul Sole24Ore.com: è vero, ma la PA Digitale è un modo per tagliare sprechi, per sburocratizzare, ridurre le distanze tra cittadini, imprese e Pa, per migliorare l’efficienza e recuperare risorse. Bisogna lavorare di gran di leno, ma i risultati si misureranno nell’incremento della competitività del sistema-paese. Un goal per tutti i cittadini: ma per realizzarlo serve la banda ultra larga, l’autostrada digitale per erogare innovativi servizi online.

Investire di più in IT è una priorità nazionale per riprendere a crescere e a competere : credito alle imprese che innovano; finanziamenti ai programmi strategici di Industria 2015 e Piano e-gov 2012;banda larga per le imprese e le istituzioni, incentivi per la rottamazione delle vecchie applicazioni software per modernizzare il Paese e far aumentare l’occupazione” ha detto Paolo Angelucci, presidente di Assinform , intervenendo al convegno inaugurale di Smau 2009 a Milano. L’IT dovrà svolgere un ruolo chiave in E-gov 2012 e per Expo 2015.

Anche l’Unione europea ha emesso la Dichiarazione di Malmö alla quinta conferenza dell’e-gov. Ciò significa che la a Ue dovrà avere un pubblico servizio più accessibile ed interattivo, per semplificare e ottimizzare la burocrazia, snellire le procedure online all’insegna di e-government e de-materializzazione, accorciando le distanza tra cittadini e Pubblica Amministrazione.

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