Brunetta: Pec e Pc per tutti gli italiani

Autorità e normative

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, vara la riforma all’insegna della Posta elettronica certificata (Pec) e della raccomandata elettronica. Regalare la Pec a tutti gli Italiani è un’operazione calcolata i n oltre un milione di euro in un momento non proprio florido dell ‘economia nazionale. Ma non finisce qui: a chi non ha un Pc, verrà incontro lo Stato. Il tutto, per ridurre le code agli sportelli e portare la Pubblica amministrazione a portata di mouse. Mentre l’Italia cerca di abbattere il Digital divide, il ministro vuole azzerare il cultural divide: in vista di E-gov 2012

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, già integerrimo fustigatore dei fannulloni nella Pa (afferma di aver abbattutto l’assenteismo in ufficio e aver rimesso l’accento sulla meritocrazia), vara la Posta elettronica certificata (Pec) e la raccomandata elettronica. Ogni italiano potrà avere un account gratuito per la posta certificata: un ‘operazione da oltre un milione di euro. A chi non ha un Pc, glielo regalerà lo Stato: ancora non è chiaro cosa voglia dire questa espressione, ma è sintomo di un cambio di marcia che forse il ministro vuole imprimere in vista di E-gov 2012 ?

La speranza nel mondo hi-tech, è palpabile: anche perché in questi mesi è calato il silenzio sul Piano Romani , per azzerare il Divario Digitale in Italia e portare la banda larga agli Italiani (nessuno escluso), e l ‘Italia è fuori dal G8 dell’IT.

Ma il ministro mette l’accento anche su un altro aspetto, non secondario, del Cultural divide italiano: portare un Pc e la Posta eletrronica certificata a tutti gli italiani. Portare i tool minimi di e-inclusion agli italiani, per metterli in Rete, e farli (finalmente) dialogare con la PA digitale, riducendo le inutili code agli sportelli e scommettendo sulla de-materializzazione della PA. Per svecchiare la burocrazia nell’era dell’Information Technology e togliere la polvere dagli scaffali.

Il ministro riparte dalla Pec per la sua riforma digitale. Sarà la volta buona per riportare l’IT al centro dell’attenzione della politica?

Speriamo che le nuove promesse del ministro Brunetta anticipino quella scossa di cui l’IT italiano avrebbe tanto bisogno per uscire dalle secche del “24esimo posto su 66 paesi esaminati nell’indice globale della competitività nel mercato dell’Information technology” e colmare il gap che ci separa dai primi otto in classifica, guidati da Usa, Finlandia, Svezia, Canada e Olanda (Fonte: studio dall’ Economist Intelligence Unit ).

Autore: ITespresso
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