Brunetta presenta il Codice Azuni per regolamentare il Web

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e Finanza

Il Ministro dell’Innovazione Renato Brunetta chiede agli utenti del Web come vorrebbero che fosse Internet per porre le basi a una normativa condivisa. Il progetto Codice Azuni, però, sarà online solo fino alla fine di agosto

Dopo l’attivazione del sistema di PEC, Posta elettronica certificata, il ministro per l’Innovazione Renato Brunetta tira fuori un’altra novità dal suo cilindro, il Codice Azuni. Un metodo, più che un sistema, per definire norme e direttrici che dovranno costituire una base per la regolamentazione di Internet, un tema da sempre dibattuto e sul quale non si è mai trovata una posizione comune che potesse soddisfare gli utenti, i service provider, le aziende e i governi.

E se Internet vive da alcuni anni l’era 2.0, fatta di interazione e partecipazione attiva degli utenti, così sarà, nelle intenzioni del Ministro, il Codice Azuni: saranno proprio gli utenti a spiegare come vorrebbero che fosse il Web. “Abbiamo deciso di raccogliere e sistematizzare le esperienze e le prassi che si sono affermate sulla Rete – spiega Brunetta al fine di individuare punti ideali di equilibrio, in analogia a quanto fece il giurista sardo Domenico Azuni che raccolse leggi, usi, consuetudini, ordinanze e decisioni consolidate per la navigazione sui mari dell’Europa di inizio ‘800. Il primo passo da compiere per dare avvio all’operazione ‘Codice Azuni’ è dare voce agli utenti della Rete per condividere come “orientarsi” sulla Rete“. Raccontato così non sembra quasi vero: e in effetti qualcosa che non funziona c’è.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore