Bruxelles vuole armonizzare l’identità elettronica nella Ue

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Con un budget iniziale di 140 milioni di euro, parte il progetto Stork, fortemente voluto dalla Commissione Europea

La Commissione Europea ha appena presentato un programma che mira a creare un sistema di riconoscimento transfrontaliero dei documenti di identità elettronica. Utilizzati per ora in tredici Paesi membri, i trenta milioni di sistemi elettronici (password, carte d’identità, codici Pin e così via) dovrebbero permettere ai loro titolari di identificarsi in qualunque paese dell’Ue. L’idea non è di rimpiazzare i documenti già esistenti, ma armonizzarli e renderli interoperabili.

Battezzato Stork (che sta per Security Across Borders Linked), il progetto pilota beneficerà di una quota di 10 milioni di euro messi a disposizione da Bruxelles e di un contributo analogo finanziato dai tredici paesi partecipanti, fra i quali troviamo anche l’Italia, accanto a Germania, Francia, Austria, Spagna, Belgio, Estonia, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Portogallo, Slovenia e Svezia. Secondo l’Ue, questo sistema consentirà ai “viaggiatori” dei paesi coinvolti di identificarsi in modo elettronico e sicuro, potendo così interfacciarsi con le pubbliche amministrazioni del luogo o accedere a un servizio pubblico, che ciò avvenga online o con l’uso di un dispositivo mobile.

L’Italia è parte in causa del progetto anche se i documenti di identità elettronica non sono ancora diffusi sul territorio e ci vorrà del tempo per uniformare il territorio. Da questo punto di vista, i paesi più all’avanguardia sono quelli del Benelux e del Nordeuropea.

Secondo Viviane Reding , la Commissaria per la Società dell’Informazione, il progetto Stork servirà per accelerare l’adeguamento dei vari sistemi nazionali e promuoverà il mutuo riconoscimento delle identità elettroniche fra gli Stati membri. Un passo in più verso un mercato unico e senza frontiere.

Autore: ITespresso
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