Bsa: Gli enti che usano software pirata, potranno essere condannati in sede civile e penale

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Luca Marinelli, Presidente di Business Software Alliance in Italia apprezza l’attenzione alla tutela della proprietà intellettuale

“La notizia dell’approvazione del ‘Decreto Sviluppo’ è un segnale molto positivo che le Istituzioni ci mandano, nel senso dell’attenzione alla t utela della proprietà intellettuale”, afferma Luca Marinelli, Presidente di Business Software Alliance in Italia. “La norma appena votata dal Parlamento inserisce infatti nel nostro ordinamento un importante strumento di contrasto alla pirateria del software (oltre che dei marchi e della proprietà intellettuale più in generale), che si rivelerà prezioso nell’aiutare le aziende a tutelare meglio la propria creatività da chi intende avvalersene illegalmente”.

Con il sì definitivo del Senato è diventato infatti legge il “Decreto Sviluppo”, che prevede al proprio interno un importante strumento di contrasto alla pirateria del software, ampliando la responsabilità penale amministrativa dell’ente, regolata dal decreto legislativo n. 231 del 2001, anche ai reati a tutela del diritto d’autore previsti agli articoli 171bis e 171ter della legge n. 633 del 1941.

Si attende ora solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per la definitiva entrata in vigore delle nuove norme.

D’ora in avanti dunque l’ente potrà essere condannato– oltre che in sede civile con le sanzioni del risarcimento del danno e dell’inibitoria –anche in sede penale amministrativa, con sanzioni pecuniarie che possono arrivare a circa 775.000 euro, e con sanzioni interdittive (ad esempio la sospensione dell’autorizzazione o il divieto di pubblicizzare beni o servizi fino ad un anno). Non solo: i soggetti in posizione apicale potranno essere ritenuti a loro volta responsabili nel caso in cui abbiano omesso di adottare le necessarie policy finalizzate ad evitare la commissione del reato.

“Si tratta di un’importante innovazione dal punto di vista legislativo per il nostro Paese”, conclude Simona Lavagnini, legal counsel di BSA in Italia. “Infatti, stabilendo la responsabilità penale amministrativa anche degli enti, renderà improrogabile l’adozione da parte delle aziende di serie policy interne per evitare che vengano commessi illeciti contro la proprietà intellettuale attraverso i PC aziendali”.

Autore: ITespresso
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