Bt-Albacom e la convergenza fisso mobile

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La società chiederà entro fine giugno di entrare nel mercato della telefonia
mobile in Italia con licenza da operatore mobile virtuale

La volontà di procedere nel modo più rapido possibile per potere erogare servizi convergenti fisso-mobili è stata annunciata dall’amministratore delegato Corrado Sciolla. “Avevamo chiesto le licenze senior provider per la parte mobile e avevamo provato a trovare accordi con gli operatori di quel segmento di mercato”, ha spiegato Sciolla. “Ma non abbiamo trovato con gli interlocutori soluzioni ragionevoli, dunque adesso cambiamo impostazione e chiediamo di entrare con la licenza”. Bt Albacom, che sta preparando la documentazione per denunciare all’Antitrust ” il fatto che esiste sulla parte di accesso al mobile un mercato assolutamente chiuso”, secondo l’Ad “non rinuncerà alla convergenza fra fisso e mobile”, anche se la licenza di operatore mobile virtuale non verrà concessa. Su questo fronte, ha società ha avviato in collaborazione con Eni “la prima sperimentazione in Italia relativa al servizio di convergenza per la clientela business”. Il servizio di convergenza fisso/mobile destinato alle grandi aziende e alle multinazionali utilizza tecnologia Wi-Fi come interfaccia verso la rete fissa in ufficio e a casa, ma anche verso i numerosi hot spot di Bt presenti nei luoghi pubblici (stazioni, aeroporti, centri commerciali). “La nuova soluzione per le imprese – afferma la società – sarà parte integrante di una suite di servizi che consentirà alle grandi aziende di gestire congiuntamente servizi di telefonia fissa e mobile e di muoversi grazie ad una rete Ip integrata verso un set comune di applicazioni e di configurazione delle chiamate. Ciò porterà ad un miglioramento dell’efficienza e ad una significativa riduzione dei costi di comunicazione per i clienti”.

Autore: ITespresso
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