Btjunkie, bloccato l’accesso al motore di ricerca dei Torrent

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Il presidente di FIMI, Enzo Mazza spiega perché sia innovativa l’operazione di Magistratura e Guardia di Finanza per impedire l’accesso al sito Btjunkie

L’Italia blocca l’accesso a Btjunkie, motore di ricerca dei Torrent, come effetto dell’operazione Poisonous Dahlia, condotta dalle Fiamme Gialle di Cagliari insieme alla Magistratura. La Magistratura insieme alla Guardia di Finanza non hanno seguito l’iter dell’inibizione di Pirate Bay: il sequestro tramite inibizione era stato convalidato dal GIP, a cui era possibile ricorrere in appello al riesame. Invece in questo caso l’ordine di inibizione è stato emesso direttamente dal PM, risultando inappellabile al riesame; è consentito solo il ricorso in Cassazione.

Secondo Fmi il sito Btjunkie contava oltre 500mila accessi quotidiani dall’Italia, guadagnando 3,5 milioni di euro l’anno.”Il blocco del sito pirata Btjunkie è un importante messaggio mandato dalla Magistratura italiana alle organizzazioni criminali che prosperano sulla distribuzione illegale di musica– ha commentato il presidente di FIMI, Enzo Mazza L’indagine della Guardia di Finanza e l’intervento della Procura di Cagliari non raccolgono solo il plauso delle imprese che producono contenuti, ma anche di tutti quei partner tecnologici che oggi in Italia contribuiscono allo sviluppo del mercato legale della musica digitale“.

Secondo una recente ricerca di Tera Consultants i danni della pirateria sono stati calcolati in 10 miliardi di euro. La pirateria digitale inoltre infligge perdite pari a 185 mila licenziamenti. Solo in Italia i danni causati dalla diffusione illecita di contenuti protetti, sono pari a 1,4 miliardi di euro con 22 ,4 mila posti di lavoro persi, secondo FIMI.

Autore: ITespresso
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