Terremoto Twitter, via cinque manager

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Twitter potrebbe valere 30 miliardi di dollari
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Dalla nomina a Ceo di Jack Dorsey, il titolo è crollato del 50%. Ora l’addio di cinque top manager, fra cui il capo di Vine, passato a Google

Dentro Twitter è il caos. Dopo i tre black-out in pochi giorni e le voci di acquisizioni, l’addio di cinque top manager, di cui quattro senior. Lo ha twittato il CEO Jack Dorsey, annunciando il più grande terremoto ai vertici: lasceranno il micro-blogging di San Francisco Katie Jacobs Stanton, a capo dei media, Kevin Weil, a capo dei prodotti, Alex Roetter, che ha guidato la divisione engineering e Brian “Skip” Schipper, a capo delle risorse umane. A questi nomi, si è aggiunto quello di Jason Toff, ai vertici del servizio di condivisione video Vine, che in nottata ha inviato il suo ingresso in Google, dove lavorerà sulla realtà virtuale (VR). 

Bufera su Twitter, via cinque manager
Bufera su Twitter, via cinque manager

Dalla nomina a Ceo di Jack Dorsey, il titolo è crollato del 50%.

Proprio nei giorni scorsi, Faebook ha lanciato la sfida al sito nella social tv: Nielsen ha infatti ampliato il suo “Twitter TV Ratings”, lo strumento con cui finora ha misurato l’attività e l’audience delle conversazioni su second screen relative ai programmi Tv, al miliardo e mezzo di utenti di Facebook. Twitter ha perso anche questa sua particolarità.

I rumors di Borsa avevano segnalato News Corp di Rupert Murdoch, come possibile acquirente, ma il colosso dei media ha negato l’interessamento. Un takeover potrebbe essere valutato intorno ai 30 miliardi di dollari: altri eventuali corteggiatoti potrebbero essere Google, per dimenticare il flop di Google Plus; Steve Ballmer, ex numero uno di Microsoft, ha acquisito il 4% del micro-blogging; ma anche Facebook potrebbe essere della partita.

L’azienda californiana ha poco più di 300 milioni di utenti, ma è stata superata perfino da Instagram – proprietà di Facebook -, a quota 400 milioni. Snapchat e Instagram non stanno solo vincendo sotto il profilo demografico, ma anche dal punto di vista della conquista di piattaforme media sofistica e profittevoli.

Autore: ITespresso
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