Buyonz apre lo store a Milano (ma anche a NY)

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Fabrizio Albergati, presidente Cda Buyonz Group
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L’obiettivo di Buyonz Group è raggiungere 7.7 milioni di euro di fatturato quest’anno, continuando il modello di business legato alla vendita online di prodotti italiani ma aprendo anche punti vendita reali. Milano e New York i primi negozi di proprietà. Seguiranno in franchinsing altre prossime aperture. Shangai non è poi così lontana…

2,1 milioni di euro nel 2012, 4,4 milioni nel 2013, per sfiorare gli 8 milioni di euro quest’anno. Sono i numeri dei fatturati della  “startup” Buyonz che Paolo Chiaramida, amministratore delegato di Buyonz Group, illustra in occasione dell’apertura del primo store italiano di proprietà del gruppo, nel quartiere Isola di Milano, che inaugura un nuovo filone di business per Buyonz. Non solo quello di essere “your way to e-commerce” come recita il mantra, ma anche il punto vendita per gli affiliati posizionati in zone di prestigio nelle grandi città, dove gli utenti tesserati possono acquistare a prezzi vantaggiosi i brand italiani. Per ora Milano e New York, nel 2015 potrebbe essere la volta di Shangai.

 Fabrizio Albergati, presidente Cda Buyonz Group
Fabrizio Albergati, presidente Cda Buyonz Group

La logica degli Store ricalca quella del gruppo: brand italiani, dei più prestigiosi, venduti con sconti dal 40% ai solo associati, con punte che sfiorano l’80% dei prezzi convenzionali. Negli obiettivi del fatturato 2014 (7.7 milioni per la precisione) rientrano infatti anche la nuove attività di Buyonz Store IIc e di Buyonz Inc, che si concretizzano con l’apertura di magazzino e punto vendita nel cuore del fashion district di Manhattan, per meglio gestire gli ordini online provenienti dai clienti americani appassionati di Made in Italy. “Clienti che hanno uno scontrino medio di 1.000 dollari, giusto per avere un’idea… ” sottolinea Fabrizio Albergati, presidente Cda Buyonz Group, fiero dell’apertura del punto vendita sulla 38ma strada (negozio gestito dall’italiano Fabio Addeo)  che sarà il primo di una serie di negozi disseminati nelle grandi città americane.
Abbiamo lavorato i questi anni per portare i brand italiani online anche su canali di vendita nuovi e in paesi esteri – continua Albergati –  aiutando i brand stessi a scoprire nuovi mercati e a definire la propria strategia per presidiare il canale online in Italia e nel mondo. Ma ci siamo accorti che era utile affiancare all’online dei negozi fisici, perché il piacere dell’acquisto di prodotti di marca di fascia alta ancora rimane”.

Il Gruppo Buyzon mantiene salde le tre anime: AzDistribution, che gestisce i servizi commerciali per il canale online b2b e che nel 2014, dopo l’apertura nel mercato americano, dovrebbe fare da testa di ponte per raggiungere mercato cinese allargando anche la gamma di brand; Buyonz, che gestisce il canale online e multicanale retail, anche in ambito internazionale,  con una nuova rete di negozi negli Stati Uniti, oltre ad altri punti vendita in Italia sia in franchising sia di proprietà; Tunda, che fa dello sviluppo di siti di e-commerce conto terzi il suo core business, offrendo nuovi servizi basati sulle piattaforme enterprise e open source di Magento.

“Buyonz sfrutta le economie di scale e ha diversi modelli di vendita – incalza Albergati -: vendite private a eventi, vendite flash su scorte di magazzino e prodotti in stock, vendite a catalogo, vendite per tesserati e temporary store anche presso aziende”.  All’interno del mondo retail, rimangono i siti verticali MyKidz con specializzazione nel mondo bimbo e mamma, e MyBrandz con specializzazione nel mondo fashion, beauty e design, con gli stessi elementi distintivi del servizio di Buyonz che oltre alla selezioni dei prodotti, prevedono la rotazione continua delle offerte, un database di clienti profilato e alto spedenti e gli alti tassi di redemption di sms e email inviate ai soli soci. Nel 2014 ci saranno anche investimenti in strumenti di marketing e nelle Apps.

I dipendenti del gruppo sono oggi  34 (in crescita del 41% sullo scorso anno) e in Italia oltre ai negozi attivi di Milano e Pero (in franchising) seguiranno nuove aperture a Bergamo, Roma e Torino entro la fine del 2014. “Manteniamo l’anima della start-up tutta italiana – conclude Albergati – e di questo siamo fieri perchè riusciamo a seguire ogni tassello del nostro business. Non nascondo che raggiungere l’attuale fatturato sia stato impegnativo in questi anni dal lancio del progetto, ma ora che è ben avviato la sfida dei mercati esteri si fa molto avvicente”.  Nel 2015 con l’apertura di Shangai, Buyonz punta a ingolosire i cinesi che di Made in Italy prestigioso farebbero incetta.

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