Buyonz unisce brand italiani e vendite online

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Il team di Buyonz: da sinistra Albergati, Addeo e Chiaramida

Con un giro d’affari di 2,6 milioni, Buyonz Group si compone di tre società che hanno come missione l’e-commerce. Ne parliamo con Paolo Chiaramida, amministratore delegato, che punta ai 7 milioni di euro di fatturato quest’anno

Soltanto un anno e mezzo fa era una Startup, oggi Buyonz Group vanta un giro d’affari di 2,6 milioni di euro ed è composta da tre società che hanno come obiettivo l’ecommerce: “Una in ambito b2b con AZ Distribution, una in ambito b2c con Buyonz Retail e in ambito b2b2c con Buyonz Store commenta Paolo Chiaramida, amministratore delegato di Buyonz. Il numero dei dipendenti è cresciuto a venticinque e nel primo trimestre di quest’anno il gruppo ha quasi raggiunto il fatturato dello scorso (2,2 milioni di euro), “per cui, se continuerà questo trend nella seconda metà dell’anno, abbiamo l’obiettivo di chiudere il 2013 con 7 milioni di euro di fatturato” sottolinea Chiaramida.

La missione comune delle tre società è quella di essere specialistiche nell’e-commerce e nell’online retail, in ambiti affini ma differenti. A partire da AZ Distribution,  una realtà che fa da ponte tra i brand italiani e le vendite private e che ad oggi ha più di 100 brand e 150 milioni di utenti in 40 paesi raggruppati attraverso 100 partner (tra cui Fab, Saldi Privati, Privalia, 4 Friends e Zalando). “Abbiamo il ruolo di amplificatore di brand meno conosciuti, nuove realtà italiane con prodotti di qualità che hanno magari sofferto per l’andamento del mercato locale e vogliono provare nuove strade – precisa Fabrizio Albergati, e-commerce specialist e socio di Buyonz -. Facciamo analisi del mercato insieme ai brand  e lavoriamo con contratti in esclusiva con i diversi marchi. Siamo una sorta di consulente, gestore vendite, gestore del sito, accompagnatore nel mondo online…”.

Il team di Buyonz: da sinistra Albergati, Addeo e Chiaramida
Il team di Buyonz: da sinistra Albergati, Addeo e Chiaramida

La metodologia è lineare: Buyonz va sul mercato raccogliendo le segnalazioni e le esigenze dei clienti italiani che hanno uno stock di invenduto o che magari non hanno mai osato prendere in esame la vendita online e chiedono una mano, non solo per fotografare il prodotto e realizzare una vetrina online, ma per gestire l’intero processo di vendita. “Molto spesso abbiamo visto che laddove potenziamo il canale online, i brand raccolgono benefici anche nei retail offline – spiega Albergati -. Quando il cliente diventerà esperto di web e vorrà avere un proprio punto vendita online, Buyonz si attiverà per impostargli un sito di ecommerce tradizionale,  complementare al business delle vendite private, la cui logica è opportunistica e si basa sul miglior prezzo, prerequisito indispensabile per essere nel canale di vendite private”.

Il canale ecommerce, invece, rimane un canale più costoso e più lento, perché andare online non significa semplicemente avere un sito,  ma gestire gli ordini, la logistica, i pagamenti  e bisogna sfatare l’idea che l’ecommerce sia solo front-end. “Il posizionamento del prodotti è fondamentale” dichiara Albergati. L’acquisizione recente di Tunda, una software house italiana specializzata nello sviluppo di siti di ecommerce, va nella direzione di sviluppare l’aspetto di servizi per terzi, in una sorta di outsourcing completo.

Nell’ambito consumer, Buyonz Retail ha tre siti di proprietà (mykidz.it, mybrandz.it e casatutto.com) con un modello click & mortar, forte di 200.000 utenti registrati, attualmente, oltre a una catena dei negozi di proprietà, i Buyonz Store, con due punti vendita (a Cernusco sul Naviglio e a Sesto San Giovanni) e 7.000 tesserati. “Potrebbe sembrare una contraddizione avere un  punto vendita fisico per una azienda che fa del reatil online la propria  missione – mette le mani avanti l’amministratore delegato –  ma abbiamo verificato che in alcuni casi i clienti ordinano online ma, soprattutto per beni di elevato valore, preferiscono ritirare presso punti vendita fisici dove possono verificare il prodotto e effettuare il pagamento” .

Facebook è il primo canale per la comunicazioni bidirezionale (“Investiamo parecchio su Facebook con personale dedicato”) e nel listino sono presenti tutte le merceologie: fashion, moda, casalinghi, oggettistica, libri  ma niente tecnologia: “Gestiamo offerte tech  solo in modo opportunistico se abbiamo la possibilità di veicolare prodotti altamente scontati, ma non abbiamo accordi con i brand” sostiene Albergati.
I partner ordinano a Buyonz sul venduto e Buyonz gestisce l’allocazione delle merci appoggiandosi a due  magazzini (1.550 metri quadri a Cernusco e 2.000 a Tavazzano) che ospitano gli stock, per evadere gli ordini più velocemente possibile perché, conclude Albergati, “non è possibile online vendere prodotti che non si hanno”.

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