BYOD, un’opportunità per le aziende, ma anche un problema per i dipartimenti IT

AziendeNetworkReti e infrastrutture
Quiz: Conoscete la Business Mobility? E i rischi vs. benefici del fenomeno Byod?
0 1 Non ci sono commenti

Fortunatamente il fenomeno BYOD si può pianificare e gestire

Il fenomeno dell’utilizzo in azienda di dispositivi ( soprattutto mobili ) personali ha creato il termine BYOD (Bring your own device) che è diventato cosi popolare da creare attorno a sé altre sigle formate sullo medesimo calco . Ma in sostanza si tratta dell’ idea di permettere ai dipendenti di portare in azienda i dispositivi di loro scelta ( siano essi portatili , PC, tablet o smartphone) avendo accesso anche agli strumenti alle risorse e alle informazioni dell’azienda stessa.

IDC accende i fari su consumerizzazione IT e BYOD
IDC accende i fari su consumerizzazione IT e BYOD

Per molte aziende si tratta di un’opportunità che permette di spendere meno in risorse IT. Ma è proprio vero? La scelta e l’acquisto spetta certamente al dipendente. Questi è felice di lavorare con il suo strumento preferito, si sente in grado di lavorare al meglio e l’IT aziendale – quando esiste- è felice di non dover spendere denaro. Ma è proprio tutto così semplice come sembra?

Ci sono pro e contro. E soprattutto è un fenomeno che non si puo’ ignorare, volenti o nolenti. Il termine BYOD risale al 2004, quando è nato come temine di alcune ricerche accademiche. Ma solo nel 2009 l’IT di Intel cominciava a notare una grande andirivieni di dispositivi di proprietà dei dipendenti all’interno degli uffici. Invece di combattere il fenomeno come altre aziende Intel decise di gestirlo come strumento di risparmio e di aumento della produttività aziendale. Ma il fenomeno è diventato evidente nel 2011 con la disponibilità del primo iPad, quando sia le persone che i professionisti dell’IT scoprirono la prima ondata di una marea montante fino ai giorni nostri. Secondo gli ultimi dati di Netconsultng per Assinform, nel comparto dei dispositivi personali e mobili si è registrato per la prima volta un rallentamento della diffusione. Ma le cifre sono di tutto rispetto . A 3,1 milioni di notebook venduti nel 2013 fanno riscontro 12,3 milioni di smartphone e 3,4 milioni di tablet.

Dieci alternative a Office per iPad
Dieci alternative a Office per iPad

Innescandosi su questo fenomeno il BYOD può far bene a dipendenti e organizzazioni IT. Ma se fatto bene. A questo punto per gli amministratori IT si tratta di studiare come inserire questo fenomeno all’interno di una più vasta strategia di mobilità sul posto di lavoro. I due vantaggi più evidenti sono risparmio di costi e maggiore produttività. Il BYOD fornisce l’opportunità di risparmiare denaro . Con meno PC da comprare , le risorse economiche possono andare in altri investimenti. Esistono studi americani che indicano risparmi superiori a 3 mila dollari per dipendente all’anno con programmi aziendali in grado di mettere i dipendenti in condizione di ottenere accesso a tutte le informazioni di cui hanno necessità per il loro lavoro usando i device personali.

Quanto alla produttività dei dipendenti la teoria è che i dipendenti che sono liberi di scegliere e usare i loro dispositivi a casa e al lavoro lavorano di più e sono più contenti.

Dunque tutto bene? Ma nulla è così bello da essere vero. Bisogna pianificare avendo chiari alcuni punti.
I dati sono dell’azienda
Dato che i dipendenti possono accedere e memorizzare i dati aziendali sui dispositivi personali, bisogna decidere cone le informazioni vendono trovate e cancellate quando i dipendenti escono dall’azienda.

Android KitKat
Android KitKat

Cosa viene caricato sula rete aziendale?
Il numero di virus e malware scaricati da tablet e smartphone è esploso . Android è diventato la piattaforma mobile bersaglio secondo ogni ricerca di vendor di soluzioni antimalware.Per peggiorare la situazione almeno l’80 per cento degli utenti finali non utilizza alcun tipo di software antivirus sui loro device personali. Dunque solo quando l’infezione ha raggiunto la rete aziendale l’utente comprende che deve far qualcosa per proteggersi. E in questo caso spetta all’IT aziendale mettere a posto le cose.
La responsabilità della compliance
Se l’azienda deve soddisfare alcune specifiche regole e compliance come HIPAA ( in campo medico) o PCI ( in campo finanziario) i dati dei dipendenti devono sottostare a certe restrizioni nonostante questi siano i proprietari del dispositivo. In questo caso è più difficile imporre e far rispettare regole sul BYOD.
Il numero di device da gestire
Spesso i dipendenti portano al lavoro anche due o tre device. E questo raddoppia o triplica il numero di ore da spendere per gestire, mettere patch e aggiornare le immagini e le applicazioni degli utenti finali.
Lavoro in più?
Trovare in azienda il giusto insieme di competenze per seguire le iniziative di BYOD, assicurare le corrette policy di sicurezza e gestire chi entra e chi esce dall’ambiente di alloro non è sempre facile. Spesso bisogna ricorrere a una nuova formazione del personale o assumere consulenti per fare il lavoro. Con una spesa superiore al risparmio previsto.
Insomma il BYOD ha molti vantaggi ma serve un piano

mdm
E un piano non è una cosa da fare in isolamento. Forse bisogna inserire nel processo decisionale più persone di quanto si pensi , ma questa è una condizione per un piano di successo. Ai vecchi tempi quando i Blackberry dominavano in azienda era l’IT a decidere cosa farci. Ma i device erano di proprietà delle aziende non dispositivi in BYOD. Chi usciva dall’azienda divorziava anche dal suo smartphone. Le cose sono cambiate con i dispositivi Android e Apple che i dipendenti hanno portato in azienda. Qui entrano fortunatamente in gioco i programmi di gestione dei dispositivi mobili ( MDM, Mobile device management) che consentono all’IT aziendale di prendere il controllo dell’intero dispositivo istituendo policy, codificando l’accesso e anche spazzando via da remoto tutti i dati.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore