CA, lo stress costa 20 miliardi di euro alle aziende Ue

Workspace

Sarebbe l’accesso alle applicazioni Web una delle principali cause di frustrazione, stress e scarsa produttività dei lavoratori. I risultati di uno studio di CA

CA ha diffuso i risultati di una nuova ricerca indipendente intitolata “CA Web Stress Index” 2009. Lo studio ha evidenziato che i lavoratori italiani sono affetti da livelli inaccettabili di ‘stress da utilizzo del Web’ provocato dalla lentezza delle applicazioni online, spesso fonte di frustrazione e scarsa produttività.

Considerando che le stime dell’Unione Europea indicano un costo annuo di

almeno 20 miliardi di euro

dovuto a stress da attività lavorativa e che

le performance di business risultano più critiche che mai nell’attuale

situazione economica, le aziende non possono che prendere sul serio il

rischio dello stress causato dalle attività on-line.

Nell’odierna economia, basata su Internet, gli utenti finali coltivano aspettative altissime e pretendono che le applicazioni Web siano sempre disponibili e rispondano istantaneamente. La ricerca l’ha confermato: il 34% dei lavoratori concede a un’applicazione solo 10 secondi per rispondere prima di passare a qualcos’altro; quando sono trascorsi 20 secondi, il 55% ha esaurito la pazienza e, allo scadere del minuto, il 75% ha superato la propria soglia di sopportazione dello stress e passa ad altro. Alla domanda sul tempo stimato necessario per risolvere eventuali problemi o errori, gli intervistati hanno manifestato aspettative altrettanto elevate: il 53% ha dichiarato che i problemi andrebbero risolt i entro 10 minuti; la percentuale sale all’82% per chi parla di u n’ora e al 97% per la risoluzione in giornata. Lo stress da utilizzo del Web si manifesta quando un’applicazione funziona a rilento, lasciando insoddisfatte le aspettative dell’utente e suscitando emozioni negative che hanno un effetto dannoso sul luogo di lavoro. Secondo il 75%, la mancata performance delle applicazioni genera tempi morti e cali di produttività, mentre il 41% viene colto da rabbia e il 38% prova addirittura insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro. I costi aziendali dello stress da lavoro sono universalmente noti e si manifestano sotto forma di elevato turnover del personale, aumento dei giorni di malattia e assenteismo, pensionamento anticipato, minore resa, gestione poco efficiente del proprio tempo e minore produttività.

Alexander Kjerulf, Chief Happiness Officer of the Happy at Work Project, ha commentato: “Le organizzazioni pretendono che il personale sia efficiente e produttivo sul lavoro, ma quando i sistemi informatici si bloccano, i dipendenti si stressano e provano un senso di frustrazione per l’impossibilità di svolgere anche le attività più elementari. In qualità di relatore professionista per le aziende, autore e consulente per la ‘felicità sul lavoro’, vedo molte società in tutto il mondo e ho notato che sono tutte accomunate da bassi livelli prestazionali dei sistemi online. Le applicazioni Web con scarse performance sono un fattore cruciale in grado di provocare stress, cali di produttività, assenteismo e forte avvicendamento del personale. Siamo ‘felici sul lavoro’ quando ci sentiamo efficienti, capaci e in grado di creare valore aggiunto. La presenza di applicazioni Web stabili ed efficienti rappresenta uno strumento sempre più essenziale senza il quale non siamo più in grado di svolgere bene il nostro lavoro”.

Dall ‘indagine è inoltre emerso che: stando al 70% del campione intervistato, una funzione IT interna di scarso livello incide negativamente sul giudizio che i dipendenti hanno sull’azienda per la quale lavorano; se i sistemi informatici impiegati al lavoro sono inadeguati, il 50% non raccomanda ad altri il l’azienda presso la quale lavora e il 32% prende addirittura in considerazione la possibilità di andarsene.

Autore: ITespresso
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