Cala il commercio elettronico negli USA

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In America l’e-commerce rallenta la corsa.

È il prestigioso New York Times a suonare il campanello d’allarme: dopo anni di sviluppo con percentuali a due cifre dell’ordine del 25%, si prevede una brusca frenata per l’e-commerce statunitense, che nel 2007 crescerà sì, ma solo del 9%. Il calo non dovrebbe essere generalizzato e realtà forti come eBay o Expedia non seguirannno questo trend. I segnali di questo rallentamento non vengono però solo dalle statistiche: eclatante è l’esempio di un colosso come Dell, produttore di computer che ha basato tutto il suo business sulla vendita diretta dei PC (principalmente on-line) e che ora ha scelto di affacciarsi anche nei negozi ?tradizionali? attraverso a un accordo con la grande catena americana Wal-Mart. Apple, se da un lato punta moltissimo sulla vendita on-line, dall’altro non smette di ampliare e far crescere la sua rete di Apple Store. Le spiegazioni del fenomeno sono molteplici: la maggior parte dei consumatori cede ancora al fascino del negozio reale, dove può vedere e toccare con mano i futuri acquisti, inoltre non sono pochi quanti usano il PC e Internet principalmente per l’attività lavorativa e dunque in questi strumenti identificano solo il lavoro e non i momenti di svago. Altre cause si ritrovano nei siti di e-commerce stessi, a volte troppo complicati da utilizzare,e nelle spese di spedizione piuttosto onerose. Gli esperti però non drammatizzano: il commercio elettronico rappresenta una percentuale minima dell’economia mondiale e dunque gli spazi di crescita in senso assoluto sono sotto gli occhi di tutti.

Autore: ITespresso
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