Calabrò (AgCom): All’Italia serve la banda ultra larga, fissa e mobile. La ricetta per evitare il collasso digitale

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La relazione annuale del presidente dell’AgCom, Corrado Calabrò, è perentoria: serve un Piano Italia per la banda larga fissa in armonia con l’Agenda Digitale Ue e serve più banda larga mobile per smartphone, iPad e tablet. Magari liberando frequenze con lo switch-off al digitale terrestre

L’Italia digitale è al collasso. Il Presidente dell’AgCom, Corrado Calabrò, ha usato una metafora che calza a pennello a un paese che arranca su Internet e sul Digitale. Anche laddove l’Italia è in pole position (nella telefonia mobile), i problemi si accumulano: all’Italia (fissa e mobile) manca la banda ultra larga. Le frequenze per smartphone, per il nuovo iPad e per la nuova generazione di tablet (Wi-Fi e 3G) in arrivo sul mercato, sono troppo scarse nel nostre paese: vanno liberate risorse e frequenze per la rivoluzione digitale. Come può la stampa in crisi scommettere in Italia sul passaggio dal cartaceo all’edicola digitale se non ci sono abbastanza hot-spo Wi-Fi o se la banda larga a disposizione per scaricare le Apps non è sufficiente per tutti?

A questi ed altri stringenti interrogativi risponde l’accorata Relazione annuale dell’AgCom, guidata da Corrado Calabrò. Per evitare la saturazione, servono risorse: già oggi 500 centrali non sono in grado di fornire servizi Adsl a nuovi clienti in quanto sature. Come si può digitalizzare un paese, già fanalino di coda in tutte le classifiche?

L’Italia è al collasso: non solo in ambito wireless, ma soprattutto nella banda ultra larga per abitazioni e uffici. Calabrò spiega che serve un progetto del Paese per una “fiber nation” per attrarre anche investitori istituzionali. Vanno apprezzati gli sforzi e i progetti di alcuni operatori di Tlc per reti di nuova generazione (Ngn), ma non sono sufficienti. Il piano Fibra Italia 2010 è dunque un antipasto, apprezzabile, ma non il piatto di portata che serve al sistema-paese per voltare pagina.

“L’Agenda digitale europea prevede che almeno il 50% delle famiglie europee utilizzi un collegamento superiore ai 100 Mbps entro il 2020. I piani proposti portano a questo risultato?”, si interroga Calabrò nella relazione. “L’impressione è dunque che le pur apprezzabili idee progettuali proposte offrano una visione di quello che si può fare, ma non ancora di quello che concretamente ci si impegna a fare“, aggiunge ancora Calabrò.

L’AgCom preparerà l’agenda digitale per l’Italia“, in cui l’autorità detterà regole che assicurino l’accesso alle reti di nuova generazione (Ngn) ma allo stesso tempo “riconoscano un premio al rischio per il capitale investito” per attrarre in maniera più efficace gli investimenti. Bisogna passare dal dire al fare.

Il progetto di Telecom, secondo Calabrò, non guarda al futuro, non è lungimirante, ma si limita a certificare il presente: “tende a uno sviluppo della rete ad alta velocità strettamente dimensionato sulle richieste attuali dell’utenza e su quelle ravvicinatamente attese”.

Smartphone: Htc Desire
Gli smartphone portano al collasso la banda larga mobile in Italia? (in foto: Htc Desire)
Autore: ITespresso
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