Cambio al vertice di Yahoo! : Microsoft, cosa farà?

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Il co-fondatore e attuale Ceo, Jerry Yang, lascerà la guida del motore di ricerca, appena sarà stato individuato il nuovo chief executive officer. In pole position sono Sue Decker e Jonathan Miller. Senza Yang, Microsoft potrebbe tornare

Yahoo! sta per cambiare Ceo. Dopo solo 18, travagliatissimi, mesi al timone del motore di ricerca, il co-fondatore Jerry Yang è pronto a rassegnare

le dimissioni. Il giovane Yang ha lottato come un leone per rivalutare Yahoo! nell’Opa lanciata da Microsoft e rifiutata più volte, e contro la battaglia delle deleghe del finanziere Carl Icahn. Ma, anche a causa degli sconquassi di Wall Street, ha perso la sua battaglia: il titolo di Y ahoo!, anziché guadagnare valore, è crollato a circa 10 dollari, meno di un terzo di quanto offrì Microsoft (e che, all’epoca, venne giuicato troppo basso). Una debacle, in termini finanziari: gli utili sono crollati del 64% nell’ultima trimestrale. Yang riassumerà il ruolo in Yahoo!, che aveva quando era Ceo Terry Semel. Yang ha cercato sia con Open Strategy che con un’ acquisizione di Aol , di rivalutare Yahoo!.

In pole position sono Sue Decker, presidente di Yahoo!, e Jonathan Miller, ex capo di Aol.

Microsoft ha sempre detto che avrebbe voluto un nuovo board e un nuovo Ceo, per tornare a un tavolo dei negoziati: Yang era stato troppo duro e “indisponente”, nei suoi Gran Rifiuti. Il fatto, poi, di aver cercato a luglio e per mesi un accordo, poi fallito , con l’arci-rivale Google, ha indispettito Microsoft, come non mai.

Jerry Yang, in occasione del Web 2.0 Summit, cercò di riaprire un dialogo con Microsoft, dicendosi pronto a vendere . Ma il Ceo di Microsoft Steve Ballmer aveva ghiacciato subito la nuova disponibilità di Yahoo!, facendo capire che il tempo era scaduto, anche se Microsoft rimane alla finestra .

Il finanziere miliardario Carl Icahn , che durante la proxy fight (poi fallita) aveva combattuto aspramente contro l’attuale Ceo di Yahoo!, colpevole di non aver venduto a Microsoft a 33 dollari per azione, in questi mesi ha lavorato dietro le quinte e tenuto un profilo basso. Un accordo a 20 dollari per azione, oggi verrebbe visto come positivo dagli azionisti.

Ma, secondo diverse società di analisi, la telenovela con Microsof t, potrebbe riaprirsi e questa volta con esiti ben diversi. Lo affermano Ubs e Bank of America: la ricerca di Microsoft e Yahoo! da sole non possono competere contro Google, invece combinandosi insieme hanno senso.

Autore: ITespresso
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