Canon EOS-1D X Mark II, l’ammiraglia sportiva con i video in 4K

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IN PROVA – Canon Eos-1D X Mark II è la reflex ammiraglia per la fotografia sportiva e i video in 4K. Nuovo sensore, rispetto al precedente modello e tutto ripensato il comparto AF

Canon ha presentato tra le proprie reflex full frame top di gamma per i professionisti  Canon EOS-1D X Mark II a CES 2016 , l’ha poi resa disponibile a metà anno, e oggi noi concludiamo un primo lungo periodo di testing. Abbiamo provato Canon EOS-1D X Mark II con un’ottica decisamente importante, e impegnativa, lo zoom Canon EF 11-24mm 1:4 L (USM), in grado di esaltare le qualità di questa fotocamera (e anche sottolinearne il peso). La serie EOS-1D ha una lunghissima tradizione, ma il modello precedente era stato presentato nel 2013 (a inizio anno) e l’esigenza di un refresh iniziava a diventare urgente. Canon non ha stravolto il form factor e l’usability ma ha adottato su questa fotocamera un nuovo sensore e stravolto due comparti: AF e video (con il 4K) i benefici sono emersi nel tempo, più si usa il nuovo modello Mark II più convince, ma entriamo nei dettagli della prova.

Canon EOS-1D X Mark II, le specifiche

Canon EOS-1D X Mark II è una corposa reflex DSLR con sensore da 20 MP (del tutto nuovo all’epoca della presentazione) tale da giustificare proprio la dicitura Mark II. La fotocamera può quindi scattare alla risoluzione massima di 5472×3648 pixel (ma anche scalando), sfruttando il sensore CMOS full frame (36x24mm), in una gamma ISO tra 100 e 51200, estendibili fino a 409600, un range più che sufficiente per la maggior parte delle lavorazioni professionali, in qualsiasi ambito, tanto da fare preferire il modello ben oltre anche l’utilizzo puro specifico, quello dove la reflex riesce meglio, e cioè la fotografia ‘sportiva’.

La reflex digitale scatta con un tempo minimo di apertura di 1/8000 e fino a 16 fotogrammi al secondo (in LiveView), con il sensore dotato di filtro passa basso, processa le immagini con un doppio motore Digic 6+ (la versione successiva del Digic 5+ presente sul modello di origine),  consente la scelta in Jpg tra dieci opzioni di compressione, tanto da favorire la scelta del Raw a 14 bit second edition solo per specifici ambiti (inoltre si può scattare Raw+Jpg e separare i formati su due schede di memoria diverse), si è aperta alle riprese video (non erano possibili con la prima 1D X), ha integrato il ricevitore GPS che mancava al primo modello Eos 1D-X, ed è apprezzabile su tutto la rivoluzione autofocus (la vedremo in seguito).

Canon Eos 1D X Mark II
Canon Eos 1D-X Mark II

Per quanto riguarda i video: il capolavoro Eos 1D-X Mark II permette le riprese MOV 4K a 60p (solo su schede CFast 2.0)  e full-hd su qualsiasi supporto, registra in MP4 solo in Full-Hd. Dai video è ancora possibile estrarre in macchina uno scatto con risoluzione da 8,8 MP.  L’audio si cattura tramite terminale dedicato, separato dalle cuffie.  

La messa a fuoco su questo modello avviene complessivamente su 61 punti, 21 a croce e selezionabili singolarmente, era ben più primitiva sul modello precedente. Ora è possibile selezionare anche gruppi di punti o un punto spot, espandere velocemente i punti a un gruppo di 4 o 8, selezionare tra 9 aree di messa a fuoco, tenendo tutto sott’occhio anche dal mirino ottico. Previste ovviamente tutte le diverse modalità di tracking. 

La lettura esposimetrica è possibile nelle forme ben note ai professionisti, segnaliamo nello specifico la lettura spot direttamente collegata al punto AF scelto (utilissima!), e non solo al centro, e quella valutativa collegata a tutti i punti AF. Su tutto il fiore all’occhiello resta il sistema Dual Pixel CMOS AF, la tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) che stupisce proprio in occasione delle riprese video.

Canon Eos 1D X Mark II
Canon Eos 1D-X Mark II

Da qui ci spostiamo alla descrizione degli strumenti di cattura, e volutamente lasciamo per ultime le valutazioni descrittive del nuovo modello.  Si inquadra attraverso il mirino ottico con copertura del 100% e un ingrandimento 0,76x (classico in queste strutture ottiche), possibile la correzione diottrica, per le diottrie legate a difetti visivi modesti (come è naturale e pratico che sia), lo schermo di messa a fuoco è intercambibile, non il pentaprima.

Le informazioni sono tutte disponibili anche dal mirino ottico, non si potrà ovviamente mai avere il riscontro espositivo effettivo, possibile solo con le mirrorless o in live view.  Il monitor LCD  ha la risoluzione di 1,6 MP per 3,2″ di diagonale, un ottimo angolo di visualizzazione, ed è protetto con vetro rinforzato. Risulterà pratico e, oramai indispensabile, l’esperienza touch screen capacitiva, ma attenzione non è possibile e prevista nella navigazione del menu e nella selezione delle diverse voci.

Canon EOS-1D X Mark II, il corpo macchina asseconda lo scatto

Non si può dire che Canon EOS-1D X Mark II sia una fotocamera da passeggio, e nemmeno che si possa rinvenire nella portabilità uno dei suoi punti di forza. Non è così. E’ profonda quasi 8,3 cm, alta quasi 17 cm e larga 16 cm. Si tratta di un corpo importante. Così come è pesa oltre 1,3 Kg, in pratica come un laptop e nemmeno dei più leggeri. La prova con l’obiettivo EF 11-24mm 1:4 L (USM) – già incontrato in occasione della presentazione di Canon 5DS – a sua volta pesa oltre un chilo, e ha confermato l’importanza della proposta.

Si viaggia in questo caso con oltre 2,4 kg in un mano. Il lavoro sull’ergonomia consente però almeno che la fatica finisca qui. Senza vibrazioni, reattiva, con un ottimo grip, tanto che il corpo si può sostenere anche solo con due/tre dita nel punto di presa, ecco che la Mark II rivela tutti i benefici del caso proprio mentre si scatta, lasciandoci la possibilità di una concentrazione assoluta sul soggetto, anche al cambio dell’impugnatura. E dite nulla…

Canon Eos 1D X Mark II
Canon Eos 1D-X Mark II

La copertura del corpo in lega di magnesio, con gomma dura, ruvida e parzialmente deformabile rassicura anche il fotografo più maldestro. Alcune note: la prima  sul pulsante di scatto, in perfetto stile Canon, ma a nostro avviso ancora troppo poco importante. Pensiamo che meriterebbe maggiore superficie e cura ergonomica, e soprattutto una finitura non lucida, o una discontinuità maggiore con il resto del corpo macchina per esaltarne la presenza. La seconda nota estetica riguarda il comparto della batteria, con la parte esterna in plastica opaca ma che – anche per la frequenza di accesso – tende a lucidarsi, con un effetto ‘consumato’ che non fa onore al brand. 

Ci è piaciuto invece l’accesso immediato per la ripresa dei video, quando si tiene l’impugnatura, così come la marcatura dell’incavo, che appunto permette di tenere sospesa la camera con appena due dita. Bene la doppia disponibilità di jog shuttle, ma li vorremmo meno sensibili alla pressione. Spostandoli è facile anche premere.

In ultimo, Canon ha preferito rendere più comoda la selezione dell’interruttore On/Lock/Off a chi impugna la fotocamera in verticale, piuttosto che in orizzontale. Per evitare spostamenti non assolutamente volontari nella modalità di cattura più frequente? Può essere. L’accesso al comparto schede è posizionato relativamente distante dallo sportello di accesso, in questo caso approviamo la scelta, significa maggiore sicurezza e la vicinanza al selettore di accensione è ok.

Canon Eos 1D X Mark II
Canon Eos 1D-X Mark II

Canon garantisce il funzionamento di tutte le funzionalità al top tra 0 e 45 gradi, con umidità fino all’85 percento. In questo comparto è giusto garantire di più anche a temperature inferiori. Il caricabatterie in dotazione fornisce la ricarica di due batterie alla volta, è invece carissimo l’adattatore per alimentare la fotocamera direttamente dalla presa di corrente (circa 450 euro), mentre l’adattatore CA ACK-E4 per alimentare la fotocamera dalla presa di corrente sostituendo la batteria della fotocamera costa circa 190 euro.

Costosa anche la semplice batteria, circa 200 euro, per un’autonomia dichiarata fino a 1210, ma è facile rendersi conto, invece, che un utilizzo intenso della fotocamera o semplicemente lo stato di vita dell’accumulatore non nuovo di zecca ne riducono sensibilmente l’autonomia. 

Ecco, su alcuni dettagli anche questo modello top Canon mostra luci e ombre. Mai su aspetti fondamentali, ed è vero che si tratta di note che sarebbero facilmente migliorabili. L’autonomia è tra questi.

Canon EOS-1D X Mark II, l’esperienza e il giudizio

Siamo di fronte a una reflex ammiraglia. Per quello per cui è stata creata pensiamo che la tecnologia reflex resti ancora un riferimento. Il mercato le vuole in caso, perché non hanno saputo adattarsi in velocità alla trasformazione fotografica con gli smartphone (serve più flessibilità nella gestione degli scatti una volta catturati), non perché non svolgano bene un lavoro fotografico importante. Ci sono inoltre significative differenze tra questo sistema e il mondo mirrorless, e le conosciamo. Noi non ci sentiamo di non riconoscere i vantaggi di un’inquadratura ottica a una elettronica, fino all’ulteriore maturazione del mirino elettronico, ma comprendiamo benissimo anche tutti i vantaggi di apparecchi decisamenti più agili.

Sugli ingombri, infatti, e lo sappiamo benissimo, la reflex perde qualsiasi battaglia. Se si sceglie questo modello si sta scegliendo però  di fare il proprio meglio e scattare: un servizio, un evento sportivo, un reportage, una missione devono essere focalizzate allo scatto, altrimenti è meglio scegliere altro… A noi con questa Mark II è sembrato  di mantenere con i soggetti fotografati un rapporto più analogico, negli scatti, più vicino e naturale e sappiamo bene che verificare con precisione la riuscita di uno scatto appena effettuato non è operazione che si può demandare al mirino elettronico (alcune volte nemmeno a un display), in questo preferiamo ancora una reflex di questo livello. 

Canon EF
Canon EF 11-24mm 1:4 L (USM)

La fotocamera supporta la connettività WiFi che si sfrutta con un’app dedicata e con gli smartphone. Ecco, riteniamo che siano proprio le interfacce di cui è dotata a offrire il meglio: sono comprese mini Hdmi, SuperSpeed USB 3.0 alimentata, contatto flash, cuffie e microfono, e soprattutto oltre a WiFi integrato, è presente anche la sempreverde presa Ethernet ma senza led di segnalazione collegamento (insieme a USB 3.0 la nostra preferita) per il trasferimento delle immagini su un server FTP (anche impostato su un computer  con OS Win 7 o successivi nella versione Pro altrimenti non è possibile con la semplice versione Home), oppure l’utilizzo tramite server WFT, molto più comodo per gestire le foto via browser dopo un collegamento con il pc tramite una rete LAN.

Canon Eos Utility - Buono, ma non ottimo
Canon Eos Utility – Buono, ma non ottimo

Noi invitiamo sinceramente a non sottovalutare la fase di trasferimento dei file e quindi anche all’utilizzo di EOS Utility. Pensate a come spostare un video in 4K che ha un certo peso… Resta infatti che il formato Compact Flash (e ancora di più CFast 2.0, i cui supporti costano anche cari), a meno di acquistare hub esterni, è sempre meno facile da leggere attraverso lettori integrati (praticamente solo sui desktop e non sempre), e quindi – al di là del cavo USB 3.0 – è bene organizzarsi per tempo.

Per quanto riguarda invece l’esperienza di scatto: in sincerità ammettiamo di provenire come esperienza personale da mondo Nikon e quindi abbiamo avuto bisogno di un minimo di periodo di ‘allenamento’ per accrescere la confidenza, soprattutto con il nuovo sistema di selezione delle priorità AF, e quindi la selezione dei punti. Sappiamo che le fotocamere professionali quasi mai offrono l’opzione di poter orientare il display.
Ne comprendiamo le ragioni tecnologiche, ma inutile dire che in ogni contesto è questa una grande caratteristica, che aumenta la flessibilità del mezzo.

Dato per scontato che in tempo reale non è possibile stravolgere il proprio modo di fotografare – ma è possibile però impostare almeno i parametri principali per fare bene – per seguire una specifica tipologia di servizio – ecco che la fotocamera in questo ha soddisfatto pienamente, perché espone, ancora meglio di altri modelli, tutti i selettori, ma saremmo disonesti se negassimo che una doppia ghiera (superiore c’è, ma sull’impugnatura no) avrebbe fatto la nostra gioia, più di quella posteriore a fianco del display o ad essa supplementare.

Canon Eos 1D X Mark II - Il menu. Le funzionalità touchscreen non sono complete
Canon Eos 1D X Mark II – Il menu. Le funzionalità touchscreen non sono complete

La qualità degli elaborati è assolutamente all’interno dello spazio al top di quello che è giusto aspettarsi. Si rimarca come l’estensione ISO di suo sia meno ampia di un valore rispetto a quella di Nikon D5 (ma il sensore ha anche meno pixel), e il range di lavoro ottimale dell’AF sia lievemente meno ampio rispetto alla D5 (-3, -18 EV rispetto a -4, -20 EV) mentre la messa a fuoco Phase Detection Dual Pixel ci è sembrata perfetta, assecondando le nostre esigenze nella fotografia sportiva (basket nel nostro caso), dove questa reflex offre il meglio in senso assoluto. Canon EOS-1D X Mark II è davvero velocissima (14 fps quando lavora con lo specchio, 16 fps con lo specchio sollevato) con un dato di risoluzione RGB per il suo sensore ineguagliato (360k pixel). Dove pecca è nell’autonomia della batteria. Ci siamo trovati oggettivamente in difficoltà senza un caricabatterie supplementare. Molto bene le riprese video, anche qui il sistema AF non delude.

E’ praticamente impossibile dire tutto di una fotocamera così completa, ma ci sembra giusto esaltarne le performance dell’AF e le possibilità offerte anche in registrazione video 4K (addirittura a 60p con i supporti più veloci), così come la velocità di registrazione su CFast; forse sul tracking c’è ancora qualcosa da perfezionare, non è risultato sempre reattivo, più che preciso. Così come pensiamo che si possa lavorare nello snellire le procedure e il sistema di connettività per scaricare e lavorare sui file. Pensiamo che sia ora di abilitare nelle fotocamere di questo livello un sistema meno farraginoso per il download via WiFi.

EOS-1D X Mark II

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Eos-1D X Mark II Dimensioni - Copia

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