Canon Eos 40D

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Grazie a Live View è possibile inquadrare direttamente dal display, il sensore CMOS da 10,1 Megapixel e la possibilità di scattare fino a 6,5 fotogrammi al secondo fanno di questa reflex una “prosumer” per tutte le stagioni

Con una fotocamera reflex e una discreta scorta di accessori e obiettivi chiunque può affrontare ogni tipo di ripresa fotografica e grazie alle digitali, sembra tutto più facile. Sappiamo che non è così, anzi. E’ molto più complesso imparare a controllare pienamente e con padronanza un fotogramma digitale, rispetto a uno scatto su pellicola. Per il semplice fatto che si hanno molte, molte possibilità in più di intervento.

Canon Eos 40D è una reflex prosumer completa proprio per un utilizzo di questo tipo. Si può utilizzare senza preoccuparsi di nulla, oppure decidere di scoprirne poco alla volta tutte le potenzialità.E ci vorrà del tempo per farlo. Eos 40D è appena uno step sotto l’ammiraglia di casa Canon Eos- 1D, e anche con l’arrivo dell’appena annunciata Eos 1000D (parecchie centinaia di euro più economica, e decisamente consumer, per quanto equipaggiata con un sensore equivalente per Megapixel), non è destinata a perdere il suo smalto.

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Canon Eos 40D vanta un sensore CMOS APS-C da 10,1 Megapixel con elaborazione delle immagini a 14 bit, in modo da garantire un ottima gestione colore sotto il controllo del processore Digic III. Automatica la pulizia dello stesso allo spegnimento della camera. La velocità massima di scatto è di 6,5 fps con una raffica sequenziale fino a 75 foto in Jpg. Ottima la gamma di sensibilità ISO (da 100 a 1.600 ISO). Menu, display da 3”, sistema di messa a fuoco (qui a 9 punti), possibilità di salvataggio in Raw e sRaw, corpo robusto in lega di magnesio avvicinano ancora di più questa semi-professionale alle più blasonate sorelle maggiori.

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