Canon PowerShot G3 X, quando una compatta guarda molto lontano

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IN PROVA e SLIDESHOW – PowerShot G3 X è la compatta ammiraglia proposta da Canon con un super tele-zoom 24-600 perfettamente stabilizzato che esalta anche le riprese video full-hd. Una soluzione unica per affrontare qualsiasi condizione di ripresa in uno chassis pronto ad affrontare polvere e umidità

Canon PowerShot G3 X è la nuova compatta ammiraglia di Canon. Se ne è iniziato a parlare da febbraio, e da luglio la fotocamera arriva sul mercato con tutte le carte in regola per stupire. Si può ben dire che Canon PowerShot G3 X è la prima proposta davvero superzoom della casa. Dotata di sensore da 1″ CMOS retroilluminato, subito a prima vista spicca l’obiettivo non intercambiabile super-zoom con focale equivalente, in una 35mm, a un’ottica 24-600mm (25X e f 2.8-5.6). Come dire: tutto quello che serve per qualsiasi tipo di foto, dalla panoramica anche spinta, al super tele, ancora in un form factor semi tascabile.

Se scendiamo nei dettagli delle specifiche ecco che in uno chassis in lega di magnesio e a prova di umidità e di polvere (proprio come la 70D) con profondità di 10,5 cm (obiettivo compreso), altezza di 7,6 cm e larghezza di 12,3 cm per oltre 700 grammi di peso, si racchiude un vero e proprio ‘tesoretto’ di soluzioni tecnologiche allo stato dell’arte. Si parte dal sensore CMOS 1″ (formato 3:2, da 20 Megapixel, il medesimo utilizzato nella PowerShot G7X) che cattura le immagini che verranno elaborate dal processore DIGIC 6 (iSAPS, già visto su G1 X2 e sulla G7X).

Canon PowerShot G3 X
Canon PowerShot G3 X

La lettura TTL della messa a fuoco sfrutta il sistema AiAF a 31 punti con riconoscimento del viso, c’è la possibilità di messa a fuoco touch sul display, braketing, con distanza minima di 5 cm dall’obiettivo su focale grandangolare. La sensibilità ISO mostra un’estensione da 125 a 12800, per tutte le modalità di esposizione note, con una velocità massima dell’otturatore di 1/2000 di secondo e fino a 5,9 fps. La fotocamera scatta anche in Raw+Jpeg è in grado di riprendere video MP4 con risoluzione full-HD ma non in 4K.

Tutte le possibilità di elaborazione dell’immagine prescatto e le modalità di scelta delle scene fanno parte del ricco patrimonio di questa compatta che svela il suo carattere di camera pronta a tutto, per i più esperti, ma anche a facilitare estremamente le cose, per chi non lo è. Da qui il supporto WiFi integrato e il supporto Dynamic NFC, oltre al sensore GPS. La fotocamera si presenta con il dato di targa di una batteria che consente circa 300 scatti, inevitabile pensare di averne una di riserva sempre carica, per lavori impegnativi.

Canon PowerShot G3 X, ergonomia ok ma si può fare meglio

Presa in mano PowerShot G3 X offre subito un paio di impressioni molto positive, la prima data dall’impugnatura importante con il giusto rientro, indispensabile quando si tiene in mano un corpo da 733 grammi, la seconda che ci ha colpito ancora per la ghiera più a portata di pollice che è quella per la correzione dell’esposizione, con un pieno immediato controllo sui parametri.

Canon PowerShot G3 X
Canon PowerShot G3 X

Invece pollice verso per il barilotto dell’obiettivo con una finitura più elegante che tecnica, e soprattutto per la rumorosità data dai movimenti interni, aspetti che si potevano curare meglio. Avremmo preferito infine che la ghiera appena adiacente al pulsante delle riprese video potesse essere usata anche come selettore, e quindi consentisse la pressione di selezione sul piano orizzontale (un semplice clic). Praticamente non è stato minimamente migliorato il selettore zoom, buono era buono resta, ma con un obiettivo così importante poteva valere la pena di progettare un selettore diverso e anch’esso più importante.

Perfetta la disposizione invece sul profilo destro di tutti i sistemi di controllo, l’evidenza per la connessione WiFi con smartphone e device, appena sopra il display. Per le modalità di esposizione la ghiera posta appena affianco della slitta a contatto caldo è per noi l’ideale. Sul profilo sinistro, dal lato opposto rispetto alle interfacce di connessione si trova lo sportello con doppia presa per cuffie e microfono. Un dettaglio che rivela la vocazione di Canon PowerShot G3 X ad assecondare le esigenze creative dei videomaker e anche a noi piace così. Da quel profilo, infine, si può attivare il flash.

Canon PowerShot G3 X vista dall'alto
Canon PowerShot G3 X vista dall’alto

Merita un discorso a parte il display per inquadrare. Touch, con una risoluzione eccellente da 1,6 Mpixel, con diagonale da 3,2 pollici (in 3:2) e tecnologia colore sRGB PureColor II, il display si può inclinare a piacere, anche per comporre inquadrature selfie (l’immagine si ribalta correttamente da sola), il display è innestato però su un telaio metallico, che permette la rotazione completa sul piano verticale, ma nessuna sul piano laterale, e la banda dei contatti tra display e fotocamera è ancora abbastanza esposta. L’esperienza d’uso però è eccellente, sia per la precisione del touchscreen capacitivo, sia per la luminosità regolabile su cinque livelli.

Lo diciamo con franchezza, non siamo per nulla daccordo con chi lamenta la mancanza di un mirino elettronico di serie. In questo caso servirebbe solo ad aumentare l’autonomia della batteria, ma di tutti quelli che abbiamo provato ne salveremmo solo un paio. Il gioco non vale la candela e PowerShot G3 X comunque lo offre come opzionale.

Canon PowerShot G3 X, l’esperienza d’uso

Impossibile, nell’esperienza d’uso, non partire proprio dal tratto distintivo di PowerShot G3 X e cioè l’obiettivo. Offriamo nello slideshow una serie di scatti che ben indicano le qualità dello stabilizzatore di immagine eccellente. L’ottica, composta da 8 elementi in 13 gruppi (1 lente asferica UA fronte/retro, 2 lenti asferiche UA su un lato, 1 lente asferica su un lato, 2 lenti UD e 1 lente Hi-UD), beneficia internamente della stabilizzazione shift-type (3,5 stop circa su una focale di 350 mm) e sfrutta il sistema Intelligent IS avanzato sui 5 assi. Il fotografo in grado di scattare a mano ferma a 1/30 di secondo può sfruttare anche la focale 600mm senza cavalletto, pensano a tutto fotocamera e obiettivo. Nei primi scatti la possibilità di ottenere ottime slide anche alla massima focale è l’aspetto che più ci ha colpito. E non è poco.

PowerShot G3 X, display da 3,2 pollici e niente ViewFinder
PowerShot G3 X, display da 3,2 pollici e niente ViewFinder

Anche la messa a fuoco non delude, si tratta di un sistema a rilevazione di contrasto su 31 punti (leggermente meglio della diretta rivale Sony RX10, ma ancora sotto la proposta Panasonic FZ1000), è interessante la possibilità di impostare due diverse grandezze di punto AF e provata sul campo la distanza minima di messa a fuoco, con il grandangolo, persino inferiore ai 5 cm. Le nostre prove nel buio completo per l’occhio nudo (uno sgabuzzino con la porta chiusa che lascia filtrare solo una fessura di circa 1 mm di luce) hanno evidenziato una messa a fuoco decisamente precisa, grazie all’illuminatore integrato, e scatti con rumore più che accettabile.

Il dibattito sull’assenza del mirino elettronico è importante, perché chi si trova a proprio agio solo con ViewFinder deve sapere che per acquistarlo come accessorio l’esborso sarà di circa ulteriori 300 euro, che si vanno ad aggiungere ai circa 1000 euro che è il prezzo di questo gioiellino.

Prezzo elevato? Forse sì, se consideriamo che solo per alcune caratteristiche questa fotocamera può accontentare anche il mercato professionale, invece non è un prezzo elevato se si pensa che con quest’unica ottica, si può affrontare qualsiasi ripresa possibile, mantenendo una buona luminosità complessiva, tenuto conto che le dirette competitor Sony e Panasonic non arrivano a un’estensione focale così importante.

Limitazioni in ambito professionale: la velocità di scatto pur buona non è da record, con i suoi 5,9 frame al secondo, così pure l’otturatore a 1/2000 di secondo, non può competere con quello di una reflex, mentre il prezzo è già in linea con il formfactor ancora più desiderato dal pubblico. Invece bisogna ben valutare che questa proposta è ancora ‘quasi’ compatta, sta in borsa, è un oggetto unico, un unico compagno di viaggio pronto a tutto, anche grazie allo chassis robusto.

Canon PowerShot G3 X, con il suo sensore e processore di immagine già ampiamente collaudati sul modello G7 X, anche senza riprese 4K, rappresenta per noi una soluzione top per il segmento delle compatte anche nelle riprese video, sia per la stabilizzazione dell’immagine eccellente – è vero che sembra di utilizzare una mini steady-cam – sia per l’ampia flessibilità di ripresa per quanto riguarda i fps.

Una scelta da 1000 euro per questa PowerShot G3 X è quindi quasi una scelta di campo, basta pensare che la reflex Canon 70D solo corpo si trova a circa 150 euro in meno, ma resta poi il problema di avere a disposizione un’unica ottica con queste caratteristiche. Le possibilità di connessione e di comunicazione senza fili fanno di Canon PowerShot G3X una top di gamma in ogni senso per i reportage, per la vita di strada. Per questo anche se non è proprio perfetta in ogni comparto è praticamente impossibile non promuoverla con il massimo dei voti. Il divertimento di qualità è assicurato.

Canon PowerShot G3 X

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Canon PowerShot G3 X

 

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