Canon PowerShot G7 X Mark II, la compatta per gli esperti

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IN PROVA – Canon PowerShot G7 X Mark II è tra le migliori fotocamere compatte per utenti esperti e appassionati. Punti di forza e limiti nella nostra recensione

E’ stata annunciata a febbraio, è arrivata sul mercato a maggio, ora Canon PowerShot G7 X Mark II ha superato tutti gli esami e si colloca tra le proposte di riferimento, quando si parla di compatte per fotografi esperti, senza obiettivo intercambiabile. Se il prezzo ufficiale è di circa 700 euro, è vero anche che Canon PowerShot G7 X Mark II si riesce a trovare a un prezzo minore, e questo aspetto non può che risultare apprezzabile. Chiariamo subito per chi è pensata: non certo persone a digiuno di fotografia o ‘dal grilletto facile’ o non appassionate.  Significa che si può anche scattare senza pensare, ma anche che la G7 X Mark II invita alla riflessione, conduce per mano al pieno controllo dell’immagine, e quindi invoglia a sfruttare e a padroneggiare tutte le tecniche fotografiche.

Per questo è pensata per un pubblico, se non esperto, che almeno abbia intenzione di diventarlo. Canon PowerShot G7 X Mark II associa così le potenzialità dei controlli di una reflex, alla comodità di ingombri minimi, con un’unica ottica, uno zoom, non da record per escursione focale, ma di qualità equivalente nel mondo 35mm a un 24-100mm (8,8-36,8mm), un’ottica con la luminosità offerta da un’apertura focale f/1,8-2,8, non eccellente, ma più che buona. Alla carta di identità essenziale squisitamente tecnologica mancano solo tre connotati: sensore CMOS da un pollici da 20 Megapixel – con sensibilità fino a ISO 12800 – processore di immagini Digic 7 e stabilizzatore ottico d’immagine a 4 stop sulla scorta della tecnologia Dual Sensing IS.

Canon PowerShot G7 Mark II
Canon PowerShot G7 Mark II

Un passaggio da spiegare: mentre altre fotocamere stabilizzano l’immagine sfruttando la compensazione basata su un semplice giroscopio (in questo caso a cinque assi), il sistema adottato Dual Sensing IS valuta il movimento non voluto della camera  sulla base della stessa immagine raccolta dal sensore e il nome Dual viene assegnato per il fatto che sussiste anche una modalità che lavora in ‘panning’ per cui la fotocamera immediatamente analizza la velocità di movimento e la velocità e la direzione del soggetto fotografato per calcolare le migliori condizioni di scatto. Così è più facile catturare un immagine magari con un sfondo mosso ma stabilizzando in modo perfetto il soggetto dell’immagine. E allora entriamo nei dettagli della prova.

Canon PowerShot G7 Mark II
Canon PowerShot G7 Mark II

Canon PowerShot G7 X Mark II, piccola e potente

Il primo feedback prendendo in mano PowerShot G7 X Mark II è molto buono. Corpo di metallo, massima compattezza con 10,5×6,0x4,2 cm di ingombri e un peso di 320 grammi circa; significa avere in mano un corpo macchina di consistenza, anche se tascabile. La nicchia sulla destra offre un appiglio alle dita, è comoda, con il laccetto di sicurezza si può girare a mano libera, pronti allo scatto, senza rischi, ancora più comoda la nicchietta per il pollice sul dorso.

Sul profilo superiore spicca la doppia ghiera coassiale per il controllo della modalità di cattura della scena (priorità di tempi e diaframmi, manuale, modalità scene, Auto e Auto ibrida, Program, riprese compatibili per l’elaborazione iFrame), la ghiera più ampia consente l’immediata correzione della compensazione dell’esposizione.

Canon PowerShot G7 Mark II . Messa a fuoco Macro
Canon PowerShot G7 Mark II . Messa a fuoco Macro

Affianco si trova il pulsante di scatto, confortevole, alla base del quale è collocata la ghiera per lo zoom e subito a fianco il tasto per l’accensione incastonato nel corpo macchina per evitare tocchi involontari. E’ ottima la scelta di Canon di offrire una ghiera di metallo attorno all’obiettivo, per avere un sistema secondario, ma naturalmente ergonomico di ulteriore controllo dei parametri, e tra l’altro con la possibilità di personalizzarne l’utilizzo.

E così: per esempio si potrà assegnare la funzione di controllo degli ISO, piuttosto che non invertire la funzione per scegliere tempi e diaframmi, a questo è deputato uno specifico tasto proprio sul dorso, affianco a quello per avviare la ripresa dei video.

Un neo però c’è. Non ci ha soddisfatto la disposizione della mini ghiera posteriore, perché il display è in rilievo e il pollice è lievemente ostacolato nei movimenti. Sotto questa mini ghiera c’è spazio ancora solo per il Menu e il tasto Play per visualizzare gli scatti.

Questa fotocamera non ha un mirino ottico e il display per inquadrare e gestire le funzioni della fotocamera è un touch screen capacitivo LCD (TFT) da 3 pollici a 1 MP.  Sul profilo sinistro si trova la levetta per attivare il flash e la zona wifi per trasmettere immediatamente i propri scatti al cellulare, mentre sul profilo destro protette da uno sportellino sono presenti la presa microUSB e micro HDMI e il tasto per attivare la comunicazione Wifi. Il display è affrancato a un telaietto di metallo che si può inclinare fino a 45 gradi, su di esso il display può ruotare di 180 gradi. Significa una discreta possibilità di manovra, anche se sul lato corto non è possibile compiere rotazione alcuna. Insomma, un’ingegnerizzazione valida solo a metà ma già migliorata dalla prima G7 X.

Canon PowerShot G7 X Mark II, primi scatti

E’ il momento di iniziare a fare i primi scatti. Se ne possono mettere in sequenza veloce fino a 8 fps, in modalità Raw a 14bit (senza aspettare in attesa dell’elaborazione),  oppure riprendere i video full hd fino a 60 fps, bisogna fare attenzione in questo caso al posizionamento dei microfoni, da non coprire con le dita, essi sono appena di fianco al flash. Oltre alla connettività WiFi si potranno trasferire le foto sullo smartphone anche sfruttando NFC (con i dispositivi Android), dalla base della fotocamera dopo aver installato sullo smartphone l’app Camera Connect, altrimenti sarà facile proseguire sfruttando il WiFi e sempre Camera Connect.

Canon PowerShot G7 Mark II - ISO 12800
Canon PowerShot G7 Mark II – ISO 12800

Per quanto riguarda la messa a fuoco, è prevista la modalità macro, così come quella manuale, agendo proprio sulla ghiera adiacente all’obiettivo, ed è possibile inoltre identificare l’area di messa a fuoco (sempre in modalità manuale) con la funzionalità Peaking MF, o attivare la modalità bracketing dal menu. Invece nella modalità AF non c’è desiderio di personalizzazione che non sia soddisfatto: si può scegliere un punto di messa a fuoco toccando il display, mettere a fuoco visi e soggetti selezionati al tocco, spostare la cornice di messa a fuoco ma anche ridimensionarla, agganciare i visi delle persone o i soggetti in movimento con AF servo. Dopo i primi scatti, abbiamo apprezzato le diverse elaborazioni possibili già in camera, compresa la possibilità di effettuare ritagli di immagine e con essi generare un altro file. Applicare filtri, ridurre le dimensioni dello scatto è alla portata di tutti in due passaggi.

Canon PowerSHot G7 X Mark II
Canon PowerSHot G7 X Mark II – Bilanciamento dell’esposizione

Canon PowerShot G7 X Mark II, perché sì e perché no

La nostra esperienza di scatto in interni ci ha ampiamente soddisfatto, messa a fuoco rapida e precisa, anche in modalità macro, lettura di esposizione corrette  e bilanciamento automatico del bianco ben ponderato sono da vera prima della classe. Non solo, in una stanza completamente al buio (solo luce filtrata), con sensore impegnato sfruttando ISO 12800, la G7 X Mark II non ci ha per nulla deluso né nella messa a fuoco (veloce e senza incertezze) né poi per il rumore complessivo davvero minimo, sorprendente.

In esterni ecco una compatta che forse mostra come migliore pregio la possibilità di tenere sotto controllo in un attimo la profondità di campo grazie agli interventi – con una mano – su ISO, apertura focale e tempi – in modo da giocare molto in velocità su almeno tre parametri, per non contare la compensazione dell’esposizione. Chi come noi non ama particolarmente la fotografia di azione ma “di spunto” fa benissimo a scegliere questo gioiellino.

Se c’è un limite è proprio nella fotografia di azione. Discrete le possibilità di panning, ma con tutti il limiti di una compatta. Qualche imprecisione di troppo, e una reattività che si adegua a questa fascia, non faranno propendere per una scelta di questo tipo se questo è l’ambito in cui volete esprimervi al meglio. Anche perché l’autonomia complessiva non ci ha invece soddisfatto, e la foto sportiva impegna a fondo tutte le caratteristiche della macchina. 

Il prezzo di circa 700 euro a nostro avviso è equilibrato per chi è già convinto dell’acquisto di una compatta, e si trova quindi a lavorare con un bel sistema;  si tratta invece di una cifra che inizia a invogliare all’acquisto di una reflex nel caso in cui siete indecisi proprio sul fattore di forma. E in questo caso non è facile. Sarà bene prima chiarirsi le idee su cosa si vuol fare. A questa cifra noi non avremmo dubbi e preferiremmo l’acquisto di un sistema compatto di qualità. Da migliorare la app Camera Connect per gli smartphone che in combinazione con quello della fotocamera mostra qualche precisione nell’abbinamento con il WiFi e meno opzioni di quelle che si vorrebbero, per esempio per il trasferimento delle foto. Bene invece il software di gestione interno della fotocamera.

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