Capgemini ridimensiona il ruolo dei social network nell’e-commerce, ma rivaluta il negozio fisico

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Capgemini ridimensiona il ruolo dei social network nell'e-commerce, ma rivaluta il negozio fisico
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L’e-commerce non affossa il commercio tradizionale. Lo studio di Capgemini considera sovrastimato l’impatto dei social network

Il commercio elettronico non fa rima con social, tuttavia non opera in aperta ostilità con il retail nel negozio fisico. Questa è la sintesi di uno studio targato Capgemini, condotto su 18mila acquirenti digitali di 18 Paesi, da cui emerge che, nel retail, il 72% degli acquirenti giudica il negozio importante (o molto importante) rispetto al 67% di Internet. Solo il 14% considera meno importante il negozio fisico. L’e-commerce non uccide il commercio tradizionale. Invece lo studio di Capgemini ridimensiona l’impatto dei social network, forse sopravvalutati.

Il 75% considerai siti Internet estremamente importanti o importanti. Metà degli utenti predilige ancora la comunicazioni via posta elettronica. Ma se l’utente ama ancora il negozio, il 52% degli intervistati si aspetta di trovare retail rivisitati con più tecnologia, magari dotati di totem o chioschi interattivi. Inoltre il 23% non dimostra alcun interesse per apps innovative che offrono sconti in tempo reale, ma il 45% presta invece attenzione a tecnologie come CheckBonus, la cui app consente agli utenti di raccogliere punti, sbloccare promozioni e chiedere i premi presenti sul catalogo direttamente dall’applicazione presente sullo smartphone.

Capgemini ridimensiona il ruolo dei social network nell'e-commerce, ma rivaluta il negozio fisico
Capgemini ridimensiona il ruolo dei social network nell’e-commerce, ma rivaluta il negozio fisico

La doccia fredda riguarda invece i social network, nonostante il loro grande investimento per coinvolgere i marchi. Secondo Capgemini, i social media giocano un ruolo nelle fasi di consapevolezza/scelta, ma non in fase di transazione, consegna e post-vendita. Il ruolo dei social media va drasticamente ridimensionato: “Nonostante la crescita del fatturato pubblicitario di Facebook e le innovazioni di marketing come il pulsante ‘Buy’ di Twitter – ha precisato Alberto Filippone, Digital Proposition Lead, Digital Customer Experience MRD di Capgemini Italia – esiste un punto interrogativo per capire dove e come i social si inseriscano nel percorso di acquisto“.

Dalla ricerca risulta inoltre che la moda ha messo a segno un incremento del 9% nelle preferenza accordata agli acquisti online, il 72% si aspetta un prezzo inferiore online; il 65% spera di poter effettuare ordini diretti dai produttori nei prossimi anni; il 53% si aspetta anche un aumento degli ordini diretti ai produttori via app. Gli acquirenti credono che il percorso d’acquisto diventerà più hi-tech, accompagnato da tecnologie come QR code (45%), Internet delle Cose come frigoriferi smart (44%) e Wearable tech indossabile come i Google Glass o smartglass e gli smartwatch (42%).

Sulla via del pensionamento sembra invece il call center: il 49% non lo boccia, ma l’interesse si arresta al 29%.

Autore: ITespresso
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