Capgemini: Solo un sito web pubblico su 4 è Mobile

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eGovernment 2015, la Commissione europea chiede più impegno nel Mobile. Capgemini indaga i ritardi del settore pubblico nel portare servizi su smartphone e tablet. Il Mercato Unico Digitale è ancora lontano, ma ha un potenziale di crescita di 340 miliardi di euro

Per accorciare le distanze fra cittadini e Pubblica Amministrazione (PA), bisogna rendere i servizi più a portata di smartphone e tablet. Invece oggi solo un sito web pubblico su quattro è mobile friendly. Domenico Leone, Vice Presidente e Public Sector Leader di Capgemini Italia spiega: “L’Europa deve sfruttare il potere della tecnologia moderna per trasformare i servizi pubblici e restare così al passo con le altre regioni mondiali. Al momento l’Europa ha del potenziale. La domanda chiave è capire se questo potenziale può essere usato per offrire un reale vantaggio. Pianificare strategie digitali per dare vita a un Mercato Unico Digitale è ora più rilevante che mai”.

Capgemini: Solo un sito web pubblico su 4 è Mobile
Capgemini: Solo un sito web pubblico su 4 è Mobile

L’eGovernment 2015 (egov), secondo la Commissione europea, deve essere più Mobile se vuole essere di pubblica utilità. È ciò che emerge dalla 12ª edizione del Report sulla misurazione dei servizi europei di eGovernment, pubblicato dalla Commissione europea e condotto da Capgemini.

I Paesi europei, per offrire servizi pubblici e liberare le potenzialità di un Mercato Unico Digitale nel prossimo futuro, devono rifocalizzarsi su personalizzazione e spostamento dal livello nazionale a un livello europeo.

La ricerca ha messo sotto la ente 10.000 siti web di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, concentrandosi ancora “sulla centralità dell’utente nel suo percorso attraverso vari eventi della vita come l’avvio di un’impresa, perdere e trovare un posto di lavoro, e studiare“. Secondo il rapporto, l’Europa sta progredendo sotto il profilo della maturità digitale per i servizi online: “Sono disponibili più informazioni e servizi, e ci sono più opportunità di ricevere supporto, aiuto e feedback online“.

Ma se migliora, seppur lentamente, la user experience, vanno presi urgenti provvedimenti per ottimizzare l’accessibilità via mobile, la trasparenza e la semplificazione dei servizi.

Gli utenti sono sempre più mobili e i Paesi dovrebbero cogliere al volo la voglia di mobilità. Esempi di buone pratiche dimostrano che appena i siti web sono sviluppati anche per il mobile, il numero di utenti cresce in maniera esponenziale. Ma solo un sito web pubblico su quattro è mobile friendly. “Eccezione è il Regno Unito, dove i siti web pubblici mobile responsive hanno visto più che raddoppiare il traffico mobile dei loro omologhi europei“.

Per non indurre le persone ad andare offline ed aiutare a creare fiducia, serve trasparenza sui processi, i dati personali, e le agenzie che forniscono servizi pubblici.

La trasparenza migliora di 3 punti percentuale rispetto alla misurazione precedente, ma è ancora inadeguato in quanto si attesta al 51%. La trasparenza delle organizzazioni pubbliche è superiore di 9 punti rispetto a questo benchmark (60%). Gli utenti hanno invece ottenuto un migliore accesso ai propri dati personali trattati nei siti web pubblici (incremento di 5 punti percentuale, arrivando al 52%).

Ostacoli mettono a rischio la chiarezza del servizio nel processo di delivery, come ad esempio, i tempi di processo, durata e risposta di un servizio relativo ai passaggi da compiere per completare un servizio pubblico online dall’inizio alla fine (incremento di 2 punti percentuali, attestandosi al 41%).

I servizi online e Mobili permettono risparmi, purché i cittadini ripongano fiducia in essi. L’Authentic Sources è poi calato di 2 punti nel 2014 rispetto al 2013. Sono sempre meno i casi in cui i form online sono stati pre-compilati con dati che i governi già conoscono sui propri cittadini.

Il Mercato Unico Digitale è ancora lontano, ma ha un potenziale di crescita di 340 miliardi di euro, essendo in grado di generare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e una società attiva basata sulla conoscenza. “Solo alcune transazioni online sono possibili quando si fa richiesta di servizi pubblici all’interno degli altri Paesi dell’Unione Europea. L’indicatore di mobilità transfrontaliera non ha ancora raggiunto il punto intermedio, rimanendo a un livello basso (48%). Da segnalare però come quest’ultimo sia cresciuto di 4 punti rispetto all’ultima misurazione. In tutta Europa, in media, l’indicatore di mobilità transfrontaliera per motivi lavorativi sta registrando risultati positivi rispetto alla percentuale di mobilità dei cittadini (58% rispetto al 43%)” spiega Capgemini.

Autore: ITespresso
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