Car-as-a-service? Google e Uber si confrontano a San Francisco

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FCA e Google, accordo per l'auto che si guida da sola
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Da amiche, Google e Uber ora prendono le distanze. Ma non sembra che ci siano i presupposti perché si facciano la guerra sul progetto di car pooling a San Francisco. Piuttosto entrambe si misureranno per migliorare la tecnologia delle loro auto a guida autonoma. Google lancerà il suo ride sharing in autunno

Terreno di confronto dell’ultima sfida tra Google e Uber è il car pooling, o meglio il ride sharing, la condivisione del tragitto in auto tra persone comuni (e non tra taxisti professionisti) che metteranno a disposizione le proprie automobili per condividere il tragitto nei tratti urbani della baia di San Francisco.

E’ quanto si prospetta a partire dal prossimo autunno a San Francisco, dopo che lo scorso maggio Waze (acquisita da Google nel 2013 per oltre un miliardo di dollari) ha portato a termine un progetto pilota  che ha coinvolto complessivamente 25.000 dipendenti di Google, Wal-Mart e Adobe e che, stando al progetto ormai in dirittura d’arrivo come anticipato dal The Wall Street Journal, dovrebbe essere stato positivo.

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Il vantaggio del nuovo servizio di ride sharing – basato su Waze Rider – si giocherebbe sul prezzo, perché Waze farebbe pagare 54 centesimi di dollaro per miglia ai passeggeri (senza che Google trattenga niente per sé), meno di Uber (che ha anch’essa un servizio simile chiamato UberPool) e di Lyft, quest’ultima presente solo negli Stati Uniti.

Un primo segnale di rottura tra Google e Uber si era già intuito quando lo scorso ottobre Uber aveva smesso di utilizzare le mappe di Google Maps per svilupparle internamente. E se sono passati tre anni da quando Alphabet ha acquisito Waze, sono passate poche settimane da quando Uber ha comprato Ottomotto per 600 milioni di dollari, un’azienda nata dall’idea di ex dipendenti di Google e che progetta furgoni a guida autonoma dal 2009.

In questi anni molto si è fatto nel settore dell’automotive e sia Google sia Uber hanno dimostrato di avere a cuore lo sviluppo di auto a guida propria. Ma non sembra che l’intenzione di Google sia alla fine quella di nuocere a Uber nell’immediato. Questo ride sharing potrebbe essere un test su vasta scala per migliorare sia la app di Waze sia le self driving car, dato che la condivisione dei dati sulla piattaforma permetterà di introdurre ulteriori informazioni sul comportamento degli autisti, sul traffico, sulle strade, per ottimizzare il software delle Google car.

In un scenario futuro, la fruizione dell’auto ricalcherà quando già avviene nel mercato IT, dove il modello as a service di fruizione e utilizzo ha ormai preso piede con l’affermarsi del cloud. Anche le car-as-a-service permetteranno ai proprietari di ripagarsi mezzo e carburante, e al mondo dell’automotive di proporre servizi nuovi a costi aggressivi.

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